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Banda Ultra Larga: protocollo d’intesa Upi MISE Conferenza delle Regioni

Come attuarlo nelle Province

News    3/05/2018

Nell’ambito delle attività che il Governo italiano sta sviluppando per la realizzazione del Piano Banda Ultra Larga, l’Unione delle Province d’Italia ha stipulato nel 2017 un Protocollo di intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico e la Conferenza delle Regioni (in allegato), al cui interno è contenuto lo schema di convenzione con Infratel, schema che può essere utilizzato dalle Province per disciplinare le procedure amministrative di propria competenza e facilitare l’attuazione delle attività di realizzazione della rete BUL da parte di Infratel e del concessionario Open Fiber. Il Protocollo è finalizzato a favorire tra l’altro la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure per superare proprio i ritardi, le difficoltà e le criticità che in diverse realtà potrebbero compromettere il buon esito, se non la stessa possibilità, della realizzazione di progetti che andrebbero a beneficio della comunità nazionale. La realizzazione di una rete a banda ultralarga, infatti, è una delle più grandi opere infrastrutturali del nostro Paese, un’opera di urbanizzazione primaria tale da favorire – rispondendo agli obiettivi dell’Agenda Europea 2020 – la crescita e l’innovazione nel paese, costituendo un fattore essenziale per attrarre gli investimenti da parte delle imprese. La connessione di tutte le sedi delle pubbliche amministrazioni centrali e locali – prevista dal progetto – consentirà alle Province e a tutti i Comuni del territorio di avere a disposizione un’infrastruttura tale da favorire la più avanzata collaborazione tra gli enti e la modernizzazione della pubblica amministrazione nel suo insieme. 
Il Piano Banda Ultra Larga di infrastrutturazione delle cosiddette aree “bianche” (nella quali si è cioè registrato un fallimento di mercato nel generare un’offerta di servizi di connettività a banda ultralarga), coinvolge 6.735 Comuni nelle 17 Regioni interessate dai due bandi fino ad ora aggiudicati da parte di Infratel alla società Open Fiber. Il Piano comporta la presentazione di circa 50.000 richieste di autorizzazioni ad una molteplicità di soggetti titolari di autorizzazioni, quali i Comuni, le Province, le Sovrintendenze, l’ANAS, ecc. In quest’ottica è opportuno prestare la massima attenzione e collaborazione in merito a temi che costituiscono oggi i principali motivi ostativi ad un’efficace realizzazione del progetto. Tra i temi più rilevanti emergono: a) la richiesta da parte delle Province di oneri aggiuntivi oltre COSAP e TOSAP in deroga all’art. 93 del codice delle comunicazioni elettroniche che dispone invece l’esclusiva esigibilità di tali oneri; b) la prevalenza del regolamento degli enti locali o prassi consolidate non coerenti con la normativa nazionale (come definite nel c.d. “Decreto Scavi”); c) la richiesta di fideiussioni, polizze e depositi cauzionali per la garanzia della corretta esecuzione delle opere che, secondo quanto stabilito nel protocollo d’intesa, sono già state prodotte dal concessionario Open Fiber a favore di Infratel per coprire i rischi e i danni connessi al progetto. Oltre al Protocollo, si allegano anche i documenti che illustrano le finalità dell’intervento di Open Fiber e i territori interessati, auspicando una piena collaborazione delle Province.
Per incontri tecnici e di approfondimento con i funzionari coinvolti delle Province interessate, anche in collaborazione con le Unioni regionali, è possibile contattare gli uffici di Open Fiber ai seguenti indirizzi:
• Affari istituzionali territoriali area nord: Costantino D’avanzo – [email protected]
• Affari istituzionali territoriali area centro: Nadine Chirizzi – [email protected] 
• Affari istituzionali territoriali area sud: Viviana Solari – [email protected]

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Redattore: Gaetano Palombelli
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