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Crisi internazionale: la Provincia di Trapani a sostegno dell’economia locale

“La crisi internazionale sta mettendo a serio rischio il nostro sistema economico territoriale. Gli effetti negativi che si registrano in tutto il mondo, qui da noi, rischiano di lasciare un segno profondo e duraturo”.

E’ l’allarme lanciato dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci, sulle conseguenze della crisi internazionale sul sistema economico e produttivo locale.

“Esportazioni bloccate ed aumento dei costi di produzione stanno innescando una pericolosa spirale – sottolinea il Presidente Quinci – colpendo duramente settori e comparti che rappresentano espressioni d’eccellenza della nostra economia. L’Area del Golfo è assolutamente impraticabile perché in piena zona di guerra, con la conseguente chiusura dei porti, che non consente l’arrivo delle merci. Il marmo trapanese sente il peso del conflitto e deve fare i conti con costi aggiuntivi insopportabili nel tentativo di far arrivare la produzione comunque a destinazione, quando possibile. L’aumento del costo dell’energia e dei carburanti – in particolare del gasolio agricolo – può schiantare al suolo la concorrenza della nostra produzione di ortofrutta. Un problema che riguarda chi esporta ma anche chi ha costruito le sue quote di mercato interno e di vendita in Paesi che non sono coinvolti nella guerra. Le nostre aziende si confrontano con la concorrenza sapendo di doverla affrontare da posizioni difficili nel campo della logistica e della distribuzione e finora sono state in grado di farlo perché hanno investito in tecnologia e perché hanno dimostrato di avere capacità imprenditoriali, organizzative e gestionali. Ma questo ulteriore aggravio potrebbe essere fatale rispetto ad una congiuntura economica e finanziaria che non è stata certo favorevole in questi anni”. Per questo, sottolinea Quinci “L’allarme lanciato dalle Organizzazioni di categoria va raccolto in tutta la sua complessità. L’intervento europeo, nazionale e regionale deve essere coordinato con i territori perché le istituzioni locali hanno un contatto diretto con le realtà produttive e con i diversi attori del sistema economico. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani intende svolgere il suo ruolo di Ente di Area Vasta condividendo e coordinando ogni azione ed iniziativa che potrà essere di reale sostegno alle dinamiche produttive ed economiche del nostro territorio. Siamo pronti al dialogo ed al confronto per definire una proposta unitaria e per fare sintesi. Il momento è grave e complicato e va governato con senso di responsabilità e con l’impegno di tutti. Dobbiamo fare squadra e partecipare al dibattito pubblico, istituzionale e politico per reagire e superare una crisi che va disinnescata nelle sue tante e troppe variabili indipendenti”.

La Provincia di Treviso Stazione Appaltante del Nuovo Polo didattico Regionale dei Vigili del Fuoco

Rafforzare la sicurezza del territorio e sostenere la formazione dei Vigili del Fuoco: sono questi gli obiettivi del nuovo Polo didattico dei Vigili del Fuoco del Veneto, in fase di realizzazione a Treviso presso la sede del Comando provinciale di via Santa Barbara. L’intervento, reso possibile grazie all’accordo tra il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco e la Provincia di Treviso, vede l’Ente provinciale nel ruolo di Stazione Appaltante, a supporto del Corpo nazionale. Un progetto che unisce potenziamento operativo e valore formativo, con ricadute dirette sulla sicurezza della comunità e sulla crescita delle attività didattiche e di addestramento per i Vigili del Fuoco.

Il nuovo edificio, progettato per ospitare anche il Polo didattico regionale, affiancherà la sede del Comando provinciale e si svilupperà su più livelli per una superficie complessiva superiore ai 2.200 mq.

Dettagli tecnici. Al piano terra (1.101 mq) saranno realizzati un’aula magna per la formazione fino a 40 persone, un’autorimessa con cinque accessi carrabili direttamente collegata al piazzale esterno, oltre a uffici, servizi e locali di deposito. Il mezzanino ospiterà tre depositi per circa 164 mq. Al primo piano (1.177 mq) troveranno spazio due aule didattiche da circa 20 posti ciascuna – una delle quali predisposta anche come backup della centrale operativa in caso di emergenza – oltre a un dormitorio con 8 camere quadruple e 4 doppie, tutte con servizi dedicati, un’area comune di 140 mq e i servizi generali. Sulla copertura saranno installati pannelli fotovoltaici e gli impianti tecnologici dell’edificio.

 

Il fabbricato sarà realizzato secondo i più moderni standard antisismici e di sostenibilità energetica e sarà classificato NZEB – Nearly Zero Energy Building, grazie a sistemi ad alta efficienza come pompe di calore, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, building automation e impianti fotovoltaici.

Il progetto, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza sono affidati alla Società Progetto CMR di Milano, mentre l’impresa esecutrice è Costruzioni Ferracin Srl di Jesolo.L’importo dei lavori è pari a 3.981.903,75 euro, per un investimento complessivo di 5,4 milioni di euro finanziato dal Ministero dell’Interno. La fine dei lavori è prevista per l’estate 2027.

Grazie a un accordo siglato l’anno scorso con il Dipartimento Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile del Ministero dell’Interno, la Provincia di Treviso svolge un ruolo in prima linea nell’intervento sia in veste di Stazione Unica Appaltante, occupandosi della gestione delle procedure di gara, sia di Coordinamento tecnico dei lavori di costruzione dell’edificio, con la nomina del Responsabile Unico del Progetto, del monitoraggio dell’esecuzione dei lavori e delle attività di collaudo, fino alla consegna finale dell’immobile al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

«Questo intervento mette a sistema le straordinarie competenze tecniche del Settore Edilizia della Provincia di Treviso, che è parte attiva nel coordinamento dei lavori e nella gestione delle procedure di appalto e amministrative, e l’esigenza del Ministero dell’Interno di realizzare questo importante polo per il nostro territorio – dichiara il presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel – una rete interistituzionale che consentirà di creare una struttura punto di riferimento regionale per la formazione dei Vigili del Fuoco. La Provincia è orgogliosa di mettere a disposizione le proprie capacità tecniche e amministrative a sostegno del lavoro di un Corpo fondamentale per la tutela dei cittadini: il nuovo polo didattico avrà un valore non solo operativo, ma anche sociale, contribuendo alla crescita professionale dei Vigili del Fuoco e quindi alla sicurezza delle nostre comunità».

Polizia Provinciale di Vicenza: i risultati di un anno di servizio

Più controlli, più soccorsi, più tutela. Il 2025 della Polizia Provinciale di Vicenza è stato un anno intenso, contraddistinto dalla lotta al bracconaggio, la gestione di migliaia di animali in difficoltà, il contenimento di specie dannose.

Ad illustrarne i numeri sono stati questa mattina il consigliere provinciale con delega alla Polizia Provinciale Moreno Marsetti, il comandante Gianluigi Mazzucco e il vicecomandante Federico Franzoi.

“Lo dico a nome mio e del Consiglio Provinciale -ha esordito Marsetti- siamo orgogliosi del corpo di Polizia Provinciale di Vicenza, sempre più preparato, professionale e quindi centrale per la sicurezza ambientale. In un contesto geografico vasto e di pregio, l’attività si è mossa su un doppio binario: da un lato la mano tesa verso la fauna in pericolo, con 2.860 recuperi, dall’altro il controllo rigoroso delle specie dannose, con oltre 25.000 prelievi in particolare di colombi, corvidi, cinghiali e nutrie, necessari per garantire l’equilibrio dell’ecosistema vicentino. E poi c’è l’antibracconaggio, che è ben diverso dalla caccia, guai a metterli in relazione, perché sono proprio i cacciatori i nostri alleati contro chi non rispetta le regole.”

L’antibracconaggio è uno dei servizi che maggiormente ha impegnato la Polizia Provinciale di Vicenza nel 2025, con 54 (39 nel 2024) persone segnalate per violazioni penali.

Il lavoro della Polizia si avvale della collaborazione di oltre 200 volontari messi a disposizione da associazioni venatorie e ambientaliste. Persone debitamente formate che il consigliere Marsetti ha ringraziato per il tempo che dedicano al territorio vicentino.

Altro impegno di non poco conto, che occupa la Polizia Provinciale lungo tutto il corso dell’anno, è la gestione di caccia e pesca. Il vicentino ha una tradizione consolidata quanto a caccia e pesca, tanto da contare circa 11.000 cacciatori e altrettanti pescatori. Nel servizio di vigilanza sul territorio, la Polizia Provinciale si è avvalsa dei nuclei di agenti giurati volontari, attraverso il coordinamento dei vari gruppi e predisponendo i programmi di servizio mensile.

Contenimento della fauna selvatica dannosa

Tra le attività più gravose del 2025 il contenimento della fauna selvatica problematica. I numeri sono importanti: sono stati prelevati 1811 cinghiali (1805 nel 2024) 1650 nutrie (911 nel 2024), 4347 corvidi (2039 nel 2024) di cui 887 cornacchie (527 nel 2024) e 3460 gazze (1512 nel 2024) e 18.637 colombi (12128 nel 2024).

Da sottolineare che le operazioni di contenimento vengono eseguite, oltre che dalla Polizia Provinciale, da cacciatori appositamente formati, autorizzati e coordinati dagli stessi agenti provinciali. I contenimenti, specie, quantità e tempi, sono invece stabiliti dalla Regione.

Per quanto riguarda la nutria, è iniziata verso la fine dell’anno una collaborazione tra il Consorzio Alta Pianura Veneta e la Polizia Provinciale per l’organizzazione e il coordinamento del controllo all’interno del territorio gestito dal Consorzio e ricadente nell’ATC 2 vicentino.

Attività di difesa della fauna selvatica

I servizi specifici di antibracconaggio hanno portato nel 2025 al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 54 persone per violazioni penali che hanno riguardato:

  • n. 6 per uccellagione

  • n. 46 per abbattimento di specie protette e/o utilizzo di richiami vietati

  • n. 17 per abbattimento di specie particolarmente protette

  • n. 4 per violazione delle norme del TULPS

  • n. 7 per violazione sulla legge delle armi.

  • n. 1 per caccia in giorno di silenzio venatorio

  • n. 15 per violazioni varie al Codice Penale.

Sempre in materia di caccia, i verbali di accertamento di violazioni amministrative redatti dalla Polizia Provinciale sono stati 126 (188 nel 2024), di cui 28 (61 nel 2024) contestati dagli agenti giurati volontari coordinati dal Comando di Polizia Provinciale.

Quanto a tutela della fauna ittica, si contano 72 (65 nel 2024) accertamenti amministrativi legati a controlli sul rispetto delle norme regionali e dei regolamenti dei Bacini di Pesca redatti anche in collaborazione con gli agenti volontari operanti sul territorio.

La vigilanza sulla disciplina e raccolta dei funghi ha portato all’accertamento di 19 (12 nel 2024) violazioni amministrative, quella dei tartufi 2 (2 nel 2024) e 20 (16 nel 2024) della viabilità silvo-pastorale mentre lo scorso anno, in totale sono stati redatti 9 (9 nel 2024) verbali di violazioni, n. 2 verbali per raccolta cimeli storici senza autorizzazione.

Le attività svolte per supportare le strutture regionali

La Polizia Provinciale è stata inoltre impegnata in interventi rivolti ad una corretta gestione delle popolazioni faunistiche, su richiesta e a supporto delle strutture regionali, cui competono la gestione tecnica ed amministrativa in campo faunistico ittico-venatorio. Le attività specifiche hanno riguardato:

  • monitoraggio e censimento delle specie selvatiche oggetto di piano di prelievo, ungulati (capriolo, camoscio, cervo, muflone) e gallo forcello, nonché di altri tetraonidi il cui prelievo è vietato, ma rimangono un valido indicatore dello stato di salute delle nostre montagne. Queste operazioni sono state svolte in collaborazione con le strutture locali di gestione venatoria (Ambiti Territoriali di caccia e Comprensori Alpini).

  • vigilanza sul rispetto dei piani di abbattimento degli ungulati, in particolare per verificare la rispondenza alle classi di età e del sesso dei capi assegnati, nonché alle modalità di prelievo selettivo.

  • controlli negli allevamenti di fauna selvatica 54 (66 nel 2024) e 37 (65 nel 2024) sopralluoghi agli appostamenti fissi per il controllo del cinghiale, finalizzati a verificare i requisiti per il rilascio delle autorizzazioni regionali.

  • A necessità sono stati autorizzati innumerevoli interventi temporanei per il controllo del cinghiale in presenza di danni immediati alle colture.

  • Rilevamento dei danni provocati dalla fauna selvatica alle colture agricole e agli allevamenti: in particolare sono stati effettuati 104 accertamenti per la verifica dei danni provocati da predazioni di lupo su animali allevati e/o domestici (193 nel 2024).

  • Rilevamento di sinistri stradali causati da attraversamenti di fauna selvatica, in totale 185 (202 nel 2024).

  • Gestione di 4 apparati mobili per la cattura di cinghiali da spostare velocemente in caso di necessità.

Recupero della fauna selvatica

La Polizia Provinciale sovrintende e coordina tutte le attività, intervenendo anche direttamente nelle azioni di recupero più complesse.

Nel 2025 sono stati effettuati 2860 interventi di recupero di fauna selvatica (2390 nel 2024): 1514 animali sono stati restituiti al loro habitat una volta che hanno ricevuto le cure necessarie (1188 nel 2024), 494 sono rimasti in cattività perché non più idonei alla vita in libertà mentre 947 sono deceduti (1001 nel 2024).

La Provincia svolge il servizio di soccorso e recupero della fauna in difficoltà, per conto della Regione Veneto, in convenzione con gli Ambiti Territoriali di Caccia e i Comprensori Alpini, nonché con l’Associazione “L’Alveare”, che mettono a disposizione oltre 200 volontari coordinati dalla Polizia Provinciale.

Le strutture di accoglienza fanno riferimento al CRAS dell’Associazione Difesa Natura 2000 Colli Berici, al Centro Recupero Rapaci di Fimon e a strutture locali messe a disposizione da “L’Alveare” e dagli ambiti territoriali di caccia.

Aumento della dotazione per garantire maggiore tutela al territorio

Nel 2025 sono stati acquistati n. 2 droni che costituiranno il materiale di lavoro per alcuni agenti che saranno formati nel 2026 con la collaborazione del nucleo specializzato della Polizia locale di Treviso. Il loro utilizzo è previsto nell’attività di controllo per la peste suina africana, il recupero di piccoli di ungulato prima delle operazioni di sfalcio e, non ultimo. nelle eventuali operazioni di soccorso e nel contrasto all’attività di bracconaggio.

Nel corso del 2025 hanno rinnovato ed integrato il parco macchine della Polizia provinciale 2 Subaru “Crosstrek” e un furgone chiuso; Nel corso del 2026 è previsto l’arrivo di altre 3 auto Subaru “Crosstrek” che andranno a sostituire due mezzi obsoleti ed una vettura fuori servizio.

Altre attività

La Polizia Provinciale ha svolto nel corso del 2025 anche altre funzioni in collaborazione con le altre forze dell’ordine e la Prefettura di Vicenza. Si segnala il servizio di ordine pubblico per le tornate elettorali e referendarie. Altra attività svolta dalla Polizia Provinciale nel corso del 2025 è il presidio di alcuni sentieri nei pressi delle operazioni di raccolta e brillamento di ordigni bellici (Gallio, Valbrenta) o di accessi come nel caso del brillamento delle bombe a Montebello.

Non sono mancati alcuni interventi per la sicurezza degli operatori durante le operazioni di recupero del pesce nelle rogge del bassanese.

La Provincia di Varese apre “La vetrina del reimpiego”

Si chiama “Vetrina per il Reimpiego” il nuovo servizio proposto dal Gruppo Tecnico Crisi Aziendali come strumento di resilienza finalizzato a ridurre l’impatto sociale delle crisi e a facilitare il reinserimento della forza lavoro espulsa nel sistema produttivo del territorio.

Il servizio “Vetrina per il Reimpiego”, realizzato con il supporto e la collaborazione dei servizi di preselezione dei Centri per l’Impiego, consiste in una bacheca pubblica raggiungibile dal sito web della Provincia di Varese al seguente link: www.provincia.va.it/vetrinareimpiego.

Si tratta di uno strumento volto a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovendo i profili anonimi di lavoratori e lavoratrici provenienti da aziende in crisi ubicate nella provincia di Varese a seguito di procedura di licenziamento collettivo (L.223/91), non ancora occupati/e, disponibili a valutare nuove opportunità lavorative. La Vetrina viene aggiornata con cadenza mensile, con inserimento di nuovi profili ed eliminazione di quelli che nel frattempo si sono reimpiegati.

Le associazioni datoriali e di settore, le imprese e le agenzie per il lavoro possono consultare gratuitamente la “Vetrina per il Reimpiego” ed in caso di interesse richiedere il curriculum vitae al servizio Preselezione del Centro per l’Impiego competente.

Il servizio mette a disposizione profili con esperienza che possono essere assunti con agevolazioni e, più precisamente, usufruendo degli sgravi legati ai percettori NASpI, consistenti in un contributo mensile per il datore di lavoro privato, pari al 20% dell’indennità NASpI residua che il lavoratore avrebbe dovuto percepire.

Provincia di Varese intende evidenziare il suo costante interesse rispetto ad una tematica quale quella del Lavoro e dello sviluppo economico e produttivo, ribadendo la sua volontà di affrontare le crisi aziendali in modo propositivo, anticipando possibili situazioni di difficoltà e individuando tempestivamente soluzioni volte al loro contenimento e al mantenimento dei livelli occupazionali.

 “Mobilità Sicura”, il bilancio di un anno di attività della Provincia di Brescia

È giunto alla conclusione il progetto “Mobilità Sicura”, che ha visto la Provincia di Brescia protagonista, insieme ad altre 19 Province italiane, dell’inizia promossa dall’Unione Province d’Italia, in virtù dell’Accordo con il Dipartimento delle Politiche antidroga del Consiglio dei Ministri, per il contrasto della guida in stato di alterazione alcolica e da stupefacenti.

Stamattina nella sala del Consiglio di palazzo Broletto, si è tracciato il bilancio di quasi un anno di attività, tra iniziative di sensibilizzazione, corsi di guida, coinvolgimento dei ragazzi delle scuole e controlli di polizia sul territorio per le verifiche del rispetto del Codice della Strada.

Il progetto, partito con la raccolta delle candidature nel febbraio del 2025, si poneva l’obiettivo principale di promuovere il contrasto ad ogni forma di incidentalità stradale correlata ad alcol e droga, con particolare attenzione ai giovani. La Provincia di Brescia, tra le Province selezionate per il progetto e destinataria di un contributo di 100.000 euro, si è schierata in prima linea, contando, come accade da diversi anni, sulla stretta collaborazione dell’Associazione ConDividere la Strada della Vita, nata da familiari di vittime della strada, per sollecitare comportamenti responsabili alla guida.

L’ispirazione per disegnare il progetto “Mobilità Sicura”, targato Brescia, è venuta da Giacomo Zobbio, già promotore dall’attività messa in campo negli scorsi anni per il memorial Giorgio Botti, istituito per ricordare un giovane valtriumplino, morto in un incidente stradale, mentre viaggiava come passeggero dell’auto condotta da un amico. Ne è nato un impegno per la guida sicura, ma anche per la valorizzazione della figura del passeggero consapevo

 

In questi mesi si sono susseguiti momenti di formazione, corsi di guida sicura e interventi nelle scuole di città e provincia, momenti teatrali, campagne di sensibilizzazione che hanno permesso di incontrare 11.000 persone, anche con il supporto del Consorzio “Gli Acrobati”, servizio multidisciplinare integrato ambulatoriale delle dipendenze (servizio dedicato alla prevenzione, cura, trattamento e riabilitazione delle situazioni di abuso e dipendenza da sostanze legali e illegali).

Al contempo, in collaborazione con le altre forze dell’ordine, sono stati intensificati i controlli su strada da parte della Polizia provinciale, soprattutto in orario serale e notturno, nelle adiacenze dei maggiori poli di aggregazione giovanile, con particolare attenzione alla zona del lago d’Iseo e del lago di Garda, utilizzando i consueti strumenti (etilometri o drug-test) per rilevare il consumo di alcol e droghe tra i conducenti. In questo modo sono stati raggiunti giovani adulti in contesti reali rafforzando le attività di prevenzione e/o deterrenza del fenomeno.

Le attività

I corsi di guida sicura che si sono svolti durante il secondo fine settimana del mese di maggio 2025 (10-11 maggio), sono stati dislocati nei comuni capofila dei diversi ambiti del territorio provinciale bresciano:

-l’area metropolitana del capoluogo (Comune di Bovezzo);

-la Valcamonica (Comune di Breno);

-il Sebino e la Franciacorta (Comune di Chiari);

-l’ambito di pianura (Comune di Mairano);

-la Valtrompia (Comune di Sarezzo);

-il Garda e la Valsabbia (Comune di Toscolano Maderno).

Sono stati seguiti da 462 cittadini interessati a migliorare le proprie competenze alla guida, spesso motivati da esperienze personali o da una maggiore sensibilità verso la prevenzione. La simulazione della guida in stato di alterazione, realizzata con particolari visori, ha reso ancora più suggestiva l’esperienza.

La campagna di sensibilizzazione

Per la campagna di sensibilizzazione, realizzata da Dexa e rilanciata da istituzioni, atleti e società sportive, associazioni di categoria, realtà del terzo settore, si è puntato sul marketing sociale, cercando di far leva sulla sicurezza stradale legata a un fattore di salute personale, ma anche di sicurezza degli altri utenti della strada, utilizzando manifesti e reel.

La campagna META, attiva dal 17 novembre al 17 dicembre 2025, ha raggiunto risultati molto positivi in termini di visibilità e coinvolgimento, ottenendo una copertura pari a circa 1,86 milioni di persone, generando 5,39 milioni di impression con una frequenza media di visualizzazioni pari a 2,9.

Le riproduzioni video hanno raggiunto quota 2.958.069, confermando l’efficacia dei contenuti nel catturare l’attenzione e favorire la fruizione del messaggio.

Dal punto di vista dell’interazione, i contenuti hanno generato 223.786 interazioni complessive, accompagnate da 1.174 reazioni, 20 commenti e 44 condivisioni, segnali di un interesse autentico e di una propensione alla diffusione spontanea del messaggio.

Anche la campagna di notorietà su TIK TOK ha ottenuto risultati molto positivi in termini di visibilità e fruizione dei contenuti raggiungendo una copertura di circa 270.000 utenti, generando1.194.801 impression. Le interazioni hanno generato segnali qualitativi molto rilevanti: complessivamente hanno registrato oltre1.380 like, circa 70 nuovi follower acquisiti, 48 commenti, 23 condivisioni e oltre 2.600 visite al profilo.

Ad oggi i profili social della Provincia, contano circa 100.000 visualizzazioni dei reel caricati da ottobre, soprattutto nei fine settimana, nei giorni maggiormente dedicati allo svago e al divertimento.

I controlli

Per i controlli stradali sono stati impegnati 11 operatori fra agenti e ufficiali di polizia provinciale, che hanno svolto 70 i servizi durante la fascia serale notturna di cui, 11 con il coinvolgimento di corpi di polizie dello Stato e 20 con le polizie locali appartenenti ai comuni della provincia. Le zone d’interesse sono state quelli maggiormente frequentati da giovani come il Lago di Garda lago d’Iseo, la presenza non è mancata nei territori della Valle Camonica, la bassa Bresciana, la Franciacorta e l’hinterland di Brescia. Circa 3.000 gli automobilisti assoggettati a controllo di cui, 103 deferiti all’autorità competente per guida in stato di ebbrezza o guida dopo aver fatto uso di sostanze stupefacenti. Di questi 11 sotto la soglia di anni 30 e 92 sopra la soglia di anni 30.

Oltre all’attività repressiva il compito del personale operante è stato quello della prevenzione, svolgendo attività di presidio costante nei luoghi sensibili e oggetto di movida giovanile del territorio bresciano.

L’analisi dei dati evidenzia che l’attività di prevenzione nei “luoghi sensibili” ha generato un impatto positivo, portando a una diminuzione dei reati legati allo stato di alterazione (alcol e sostanze psicotrope), specialmente tra le fasce più giovani della popolazione questo frutto anche alla collaborazione Interforze che ha permesso una copertura capillare di zone vaste e diversificata come la provincia di Brescia.

Il progetto ha potuto contare sul sostegno di molte realtà della provincia. Stamattina a palazzo Broletto era presente Sua Eccellenza il Prefetto, Andrea Polichetti, i vertici di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. C’era anche il presidente dell’Ac Brescia, Aldo Bonomi, la presidente dell’Associazione Artigiani, Elena Calvetti, la professoressa Monica Buizza dell’Ufficio Scolastico Provinciale, e Luigi Spada, vicesegretario dell’Avis provinciale di Brescia.

Presenti in Broletto anche alcuni dei testimonial della campagna di sensibilizzazione: Federico Bicelli, campione paralimpico e mondiale di nuoto, Chantal Pavoni, campionessa di Motocross e membro del team nazionale Pata Talenti Azzurri e alcuni rappresentanti dell’Atlantide pallavolo Brescia e della squadra di Football Americano dei Bengals Brescia.

A fare da cornice alla mattinata la mostra itinerante allestita a palazzo Broletto “33 – Cicatrici indelebili”, promossa dall’Associazione CONdividere la Strada della Vita.

La Provincia di Ferrara protagonista in Europa con “GO4FAIR MOVE”

La Provincia di Ferrara è capofila di un partenariato internazionale finanziato dal programma Interreg Central Europe. Un’iniziativa di 18 mesi che vede impegnata l’amministrazione nell’ambito nella programmazione europea nel suo ruolo di Casa dei Comuni.

Si tiene, infatti, il 5, con l’incontro inaugurale nella sala del Consiglio provinciale, e 6 marzo l’avvio di GO4FAIR MOVE, il progetto europeo volto a individuare soluzioni innovative per contrastare povertà di mobilità, con un budget complessivo di circa 800mila euro.

Il progetto, finanziato dal programma Interreg Central Europe, vede la Provincia di Ferrara nel ruolo di capofila, a coordinare un partenariato che unisce Italia, Croazia, Polonia e Ungheria.

L’obiettivo principale è sviluppare modelli di gestione del territorio che garantiscano a cittadini e lavoratori, specialmente nelle aree più fragili o periferiche, il diritto a una mobilità accessibile, sostenibile ed equa.

Al fianco della Provincia di Ferrara collaborano partner tecnici e territoriali, come l’Istituto Trasporti e Logistica di Bologna, eccellenza regionale nel settore, l’Agenzia di Sviluppo di Varaždin (Croazia), l’Agenzia per lo Sviluppo e il Distretto di Bielsko-Biała (Polonia) e EMFIE (Ungheria), partner responsabile delle attività di comunicazione strategica a livello europeo.

Il commento del Presidente Daniele Garuti

“L’avvio di GO4FAIR MOVE – commenta il presidente della Provincia, Daniele Garuti – rappresenta un momento di svolta per l’amministrazione provinciale, grazie al quale Ferrara torna a guidare un progetto di cooperazione internazionale, riposizionandosi strategicamente nell’ambito della progettazione europea”.

“Questo progetto – continua il presidente – non è solo una sfida tecnica sulla mobilità, ma un segnale politico forte ed è l’occasione per valorizzare concretamente il nostro ruolo di Casa dei Comuni, agendo come motore di sviluppo per l’area vasta e intercettando risorse europee che ricadranno direttamente sul benessere dei nostri territori e dei nostri cittadini, facilitando connessioni che vanno oltre i confini nazionali”.

La povertà di mobilità è un tema al centro delle politiche sociali ed ambientali moderne e riguarda l’impossibilità, per motivi economici o di carenza di servizi, di accedere ai mezzi di trasporto necessari per il lavoro, la salute o la vita sociale.

GO4FAIR MOVE lavorerà per il prossimo anno e mezzo alla creazione di strategie di governance che possano essere replicate a livello regionale e centrale, migliorando la qualità della vita nelle comunità coinvolte, in particolare per i lavoratori.

 

 

PA OK! Selezionato il Progetto della Provincia di Lucca

Il progetto della Provincia di Lucca ‘Benessere organizzativo e performance: il piano Family Audit della Provincia di Lucca’ è stato selezionato tra i migliori in Italia, nell’ambito del contest ‘PA OK! Insieme per creare valore pubblico’, promosso dal Dipartimento della Funzione pubblica e realizzato da Formez, con il contributo scientifico della Sda Bocconi School of Management che ha visto la presentazione di 275 progetti per un totale di 205 amministrazioni pubbliche che hanno partecipato al contest, in quanto gli è stato riconosciuto la qualità, il carattere innovativo e l’impatto positivo sulla pubblica amministrazione. Un risultato, attestato dalla consegna di una coccarda, che conferma il valore di un percorso strutturato e partecipato, orientato al benessere organizzativo e alla modernizzazione della pubblica amministrazione.

La certificazione 

Nel novembre 2021, la Provincia di Lucca ha ottenuto la certificazione ‘Family Audit’, rilasciata dall’Agenzia per la coesione sociale, famiglia e natalità della Provincia di Trento. Da quel momento, l’ente è ufficialmente iscritto nel Registro delle Organizzazioni Family Audit, a garanzia di un sistema di gestione certificato e monitorato nel tempo.

Si tratta di un progetto partecipato e centrato sui bisogni reali, che nasce da un’indagine interna sui fabbisogni e dal coinvolgimento attivo dei dipendenti, rendendo le azioni realmente aderenti alle esigenze di chi lavora nell’ente.

L’approccio innovativo

Il progetto introduce a una serie di politiche family friendly e di Diversty, Equality & Inclusion Management, che non era mai stato applicato in precedenza dall’ente. Questo segna un cambiamento culturale profondo nella gestione delle risorse umane, basato su fiducia, autonomia, responsabilità e valorizzazione delle differenze.

Il progetto si è sviluppato su sei microambiti di intervento integrati: organizzazione del lavoro, con l’applicazione del lavori agile regolamentato, una maggiore formazione manageriale e il rafforzamento delle competenze digitali; cultura aziendale e inclusione, con l’introduzione di pratiche smart management, accessibilità, mobilità sostenibile e car sharing; comunicazione, potenziando la trasparenza interna e il monitoraggio costante del benessere organizzativo; welfare aziendale, con l’attivazione del Cral, di convenzioni, servizi di cura e spazi condivisi, nuove tecnologie, attraverso il miglioramento delle dotazioni tecnologiche e l’efficienza operativa e, infine, il welfare territoriale con la promozione del modello Family Audit e la digitalizzazione dei servizi ai cittadini.

Risultati misurabili

Punto di forza del progetto è stato anche il poter fornire dei risultati concreti e misurabili, utili all’ente ma anche a coloro che vi lavorano. Innanzi tutto si è avuta una riduzione dell’assenteismo, passato dal 7,11% del 2019 al 6,95 del 2023. Un balzo in avanti poi si è avuta nella mobilità sostenibile con 24mila km annui di spostamenti evitati, che hanno significato un risparmio di 78mila euro di costi, ma anche una forte riduzione di Co2, NOx e Pm10.

E una riduzione si è avuta anche nei cosumi energetici, con un significativo calo del consumo di elettricità e di gas tra il 2019 e il 2023. Per quanto concerne, infine, il benessere percepito, nel 2023 il 56,48% dei dipendenti non cambierebbe ente anche avendone la possibilità.

Trasferibilità del modello

Non da ultimo è da considerare un ulteriore aspetto di questo progetto e, cioè, il fatto che abbia coinvolto tutti i settori della Provincia e che sia stato promosso sul territorio. Questa sua diffusione ha fatto sì che altre realtà abbiano aderito alla certificazione Family Audit, come, ad esempio un’azienda del settore cartario e il Comune di Capannori.

 

Provincia di Brescia: il Ministro Salvini visita il cantiere di un ponte

Nel pomeriggio di oggi il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, accompagnato dal Capo di Gabinetto della Provincia, Filippo Spagnoli, dal dirigente dell’Area Tecnica, Giovan Maria Mazzoli, Pierpaola Archini, dirigente del Settore Strade, e dal sindaco di Palazzolo, Gianmarco Cossandi, ha compiuto un sopralluogo all’interno del cantiere per la realizzazione del nuovo ponte di Palazzolo.

Il nuovo manufatto, con un impegno di spesa di 20 milioni di euro, rappresenta un’opera strategica nell’ambito della viabilità provinciale, per l’attraversamento del fiume Oglio, ma anche per il collegamento tra le province di Brescia e Bergamo.

Attualmente, sono in corso i lavori per la realizzazione di una delle antenne che caratterizzeranno l’infrastruttura, anche dal punto di vista estetico e scenografico.

L’intervento per la realizzazione del nuovo ponte si svolgono a valle di quello attuale, che resterà in esercizio durante la costruzione della nuova opera, per garantire l’indispensabile collegamento tra le due sponde e il pieno servizio della Provinciale, pur con qualche restrizione per non intralciare le attività di cantiere. Le lavorazioni hanno comportato una prima, parziale demolizione dal basso di una porzione laterale della travata di impalcato, con conseguente restringimento della carreggiata utile disponibile.

Il nuovo manufatto, che poggerà fuori dall’alveo del fiume Oglio, avrà una lunghezza di 236 metri, lungo i quali saranno realizzati anche un marciapiede e una pista ciclabile, e avrà un impalcato, inferiore a 2 metri, di calcestruzzo e acciaio. La campata centrale e le due adiacenti saranno sostenute da un sistema di 40 stralli, che saranno ancorati all’impalcato, in basso e agganciati alle antenne del ponte, costituite da due rami porta stralli che dalle fondazioni raggiungono una quota di 20 metri.

L’illuminazione a led sulle pile e sulla sommità delle antenne regalerà un effetto scenico a ventaglio all’intera struttura che in questo modo sarà maggiormente visibile nelle ore notturne, anche per evitare impatti dell’avifauna locale.  L’intero ponte sarà servito dall’apposito impianto dell’illuminazione pubblica che sarà ripensata nell’area circostante.

La progettazione infrastrutturale è andata di pari passo con un’attenta valutazione ed esecuzione di mitigazione ambientale, che contempla il ripristino dei paesaggi della pianura lombarda, con siepi, fasce arborate e filari alberati, con specie autoctone per garantire la salvaguardia delle biodiversità. L’intera area, con una superficie di circa 21.800 metri quadrati, si trasformerà nell’habitat ideale per flora e fauna.

Con l’avanzamento dei lavori, si provvederà ad altre demolizioni che, con la massima attenzione alla sicurezza e nella tutela dell’alveo del fiume, saranno completate nel momento in cui sarà possibile far scorrere il traffico sul nuovo ponte.

I lavori sono iniziati a marzo 2025, con durata contrattuale di circa 28 mesi, e ultimazione prevista per giugno 2027.

 

Provincia di Trapani: approvate modifiche allo statuto

Polizia provinciale, direttore generale e vicesegretario del Libero Consorzio Comunale di Trapani.

Sono i punti qualificanti delle modifiche allo Statuto dell’Ente che il Consiglio ha approvato all’unanimità dei presenti. Modifiche che saranno poste all’attenzione ed al voto dell’Assemblea dei Sindaci per il via libera definitivo al nuovo Statuto.

Nel bilancio di previsione 2026/2028, votato all’unanimità dall’Aula, sono state stanziate le somme necessarie per i costi dei mezzi, delle attrezzature e del personale per la Polizia provinciale. In questa fase, tuttavia, l’assetto normativo che riguarda i Liberi Consorzi Comunali lascia pochi margini. Il comandante dovrà necessariamente essere, in questa prima fase, un dirigente a scavalco di un’altra amministrazione pubblica ed il personale, una dozzina di agenti provinciali, verrà definito dalle disponibilità interne e da un eventuale concorso a tempo determinato, con un arco temporale di 2-3 anni.

L’istituzione della figura del direttore generale ha come obiettivo quello di migliorare e qualificare l’organizzazione del Libero Consorzio Comunale ed è legata – con altre modifiche statutarie – a completare e a tracciare, con maggiore efficacia, le competenze dirigenziali. L’incarico di direttore generale potrà essere svolto da un soggetto esterno all’Ente o dal segretario generale. Segretario, che con le modifiche allo Statuto, potrà contare su un suo vice, pronto a sostituirlo in caso di assenza o di altro impedimento.

Il Commento del Presidente Salvatore Quinci

“Il Consiglio provinciale, con il suo voto, consegna all’Assemblea dei Sindaci, che dovrà valutare le modifiche e dare il suo contributo con l’approvazione del nuovo Statuto, un atto che esprime chiarezza e che guarda al rilancio del Libero Consorzio. Così come già fatto dall’Aula, sento il dovere di ringraziare il segretario Salvatore Pignatello per il lavoro svolto e per la celerità nei tempi.

Mi piace infine rimarcare, ancora una volta, la responsabilità e la condivisione del Consiglio provinciale, che ha dato prova di maturità politica e di senso delle istituzioni”.

Cultura della legalità. Collaborazione tra il Comando provinciale della Guardia di Finanza e la Provincia di Vibo

La Guardia di Finanza – Comando Provinciale di Vibo Valentia e la Provincia di Vibo Valentia hanno avviato una collaborazione istituzionale finalizzata alla diffusione dei contenuti della campagna mediatica e culturale illustrata nel Calendario Storico 2026 della GdF, quale strumento di informazione pubblica e promozione della cultura della legalità sul territorio provinciale.

L’iniziativa, attinente al mese di marzo, si inserisce nel più ampio quadro della missione istituzionale del Corpo e trova fondamento nei principi che lo ispirano: “La Guardia di finanza è coinvolta a pieno titolo nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto nella scoperta delle operazioni di riciclaggio e nel contrasto delle attività imprenditoriali e professionali attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati nel tessuto economico legale e si mimetizzano nella società civile. La strategia della GdF si fonda sulla sistematica aggressione dei patrimoni di provenienza delittuosa, attraverso indagini necessarie per pervenire al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose, nonché delle aziende finanziate con capitali mafiosi. Si tratta di accertamenti decisamente complessi ed articolati, svolti con professionalità, grazie sia all’esperienza maturata nel nostro ruolo di polizia economico finanziaria, sia a moderni strumenti informatici di supporto alle investigazioni. Le attività di indagine richiedono, infatti, l’esame della documentazione amministrativo – contabile, la ricostruzione dei flussi finanziari e la verifica della congruità della situazione patrimoniale effettiva con quella reddituale dichiarata. È grazie a questo approccio che il Corpo è in grado di scovare patrimoni illeciti accumulati nel tempo e contemporaneamente sfruttare anche i poteri di polizia economico finanziaria, per agire sul fronte fiscale, utili al recupero delle somme sottratte all’Erario”.

Il Calendario Storico 2026, attraverso un linguaggio visivo e comunicativo incisivo – come evidenziato nell’immagine allegata relativa al mese di marzo, recante il claim “Organizzati per contrastare la criminalità” – rappresenta uno strumento di divulgazione volto a rendere più immediata e comprensibile alla collettività l’azione quotidianamente svolta dal Corpo a tutela dell’economia legale.

La Provincia di Vibo Valentia, nel riconoscere “il valore istituzionale e sociale dell’iniziativa”, ribadisce che “la diffusione della cultura della legalità e il consolidamento di un approccio etico nell’azione amministrativa costituiscono presupposti imprescindibili per il rafforzamento del rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini”.

La sinergia avviata testimonia la comune volontà di promuovere informazione qualificata, consapevolezza civica e responsabilità collettiva, ponendo l’azione istituzionale sempre più al servizio della comunità e della tutela del tessuto economico e sociale provinciale.

PNRR: le Province in audizione alla Camera “Serve massima collaborazione per la fase finale”

Questo decreto è strategico, perché deve regolare la fase finale dell’attuazione del PNRR. Le norme che usciranno dal Parlamento devono contribuire a determinare il successo del Piano. Per questo chiediamo massima attenzione sulle questioni che in questo momento preoccupano di più le Province, che devono completare gli oltre 1.400 cantieri di edilizia scolastica aperti. Prima fra tutte, la necessità di chiarire con norma i termini di scadenza della tempistica relativa alle misure in capo alle Province riguardo alla conclusione delle opere, al collaudo delle stesse e alla rendicontazione finale. Ad oggi, i termini risultano non coerenti con quelli indicati dal Piano”. E’ questa la richiesta prioritaria avanzata dal rappresentante delle Province, Angelo Caruso, Vicepresidente di UPI, nel suo intervento in audizione alla Commissione Bilancio della Camera sul Decreto che detta ulteriori disposizioni per l’attuazione del PNRR.

“Il decreto così com’è – ha detto- concentra le misure esclusivamente a favore delle strutture centrali, ignorando le necessità degli enti locali che stanno attuando il Piano . Per questo chiediamo di prevedere anche per gli enti attuatori le stesse misure individuate per il personale dei soggetti titolari, estendendo alle Province, e agli enti locali, la possibilità di prorogare i contratti in essere e le norme finalizzate al rafforzamento della capacità amministrativa. La fase finale poi deve essere caratterizzata dalla massima collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte: occorre valorizzare il ruolo delle task force dei tavoli territoriali strategici PNRR insediati presso le prefetture, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato, per la redazione corretta delle rendicontazioni finali, in modo da risolvere le possibili criticità, accelerando le procedure”.

“ Restano poi da risolvere due questioni essenziali – ha detto il Vicepresidente UPI. “Da una parte, il decreto deve assicurare la prosecuzione delle opere che dovessero superare la scadenza del 2026 per cause non imputabili agli enti, con norme che garantiscano la possibilità di concludere i cantieri, a fronte del raggiungimento del target della Missione cui si riferiscono .
Dall’altra, chiediamo di prevedere la copertura degli extracosti rendicontabili sostenuti dalle Province per i progetti PNRR completati, in collaudo o in esecuzione. Si tratta di almeno il 20% in più del totale dell’importo delle opere che le Province hanno dovuto coprire con risorse proprie per portare a termine i cantieri, per una cifra totale per le 86 Province che ammonta a circa 150 milioni. Questo Decreto-Legge, presumibilmente tra gli ultimi strumenti normativi utili a tale scopo, deve introdurre misure utili ad assicurare alle Province la copertura di queste spese”.

La documentazione

Ecco il documento consegnato alla Commissione  Nota audizione UPI DL PNRR 19 26 AC2807

Pubblichiamo inoltre di seguito la lettera inviata negli scorsi giorni riguardo all’applicazione delle disposizioni DL PNRR n. 19 del 2026 nelle Province. Nota UPI DL-PNRR_2marzo2026

Le Province fulcro dei territori. Da Livorno l’appello alla riforma

La Provincia di Livorno compie 100 anni ma l’obiettivo è rivolto al futuro e alla necessità di riequilibrare un riassetto istituzionale in cui le Province siano gli enti di riferimento per la pianificazione strategica del territorio.

“A oltre 10 anni dalle leggi che hanno ridotto in maniera determinante il ruolo delle Province, possiamo constatare con amarezza che i costi sui territori sono stati di gran lunga maggiori rispetto ai risparmi sulla spesa che erano il vero obiettivo della riforma. Costi che non sono stati solo economici, ma che hanno creato disuguaglianze profonde e questo è il vero elemento su cui è necessario richiamare l’attenzione”.

Così la presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, ha aperto i lavori del convegno “Futuri possibili: la Provincia che sarà”, che si è svolto oggi,  martedi 3 marzo, a Palazzo Granducale.

La presidente ha, quindi,  evidenziato l’importanza di garantire il necessario legame tra gli enti periferici e quelli centrali: “In un mondo in cui le economie di scala mondiale determinato tutto nell’agire quotidiano, inevitabilmente le comunità più piccole sono destinate a rimanere indietro. La recente riclassificazione dei comuni montani da parte dello Stato inciderà profondamente nella vita di tanti piccoli comuni, sono oltre 30 quelli che hanno perso questa caratteristica, alcuni anche nel nostro territorio. Comuni che perderanno scuole, ambulatori, presidi di vario tipo e, senza una Provincia veramente autorevole, con un presidente eletto dai cittadini, perderanno la rappresentanza del territorio e la possibilità di avere chi porta le istanze collettive ai vari tavoli di confronto a livello regionale e nazionale. Per questo, in attesa della ripresa di un dibattito parlamentare sulla riforma delle Province, con Upi Toscana e Upi nazionale, chiederemo alla  Regione di avviare un esame dei risultati della legge 22, per capire quanto la scelta di gestire direttamente funzioni come quelle riguardanti l’ambiente, l’agricoltura e altro, un tempo gestite dalle Province, abbia effettivamente colto le esigenze delle comunità, delle aziende e dei territori”.

Il convegno ha preso le mosse dalla celebrazione dei 100 anni dal regio decreto, che il 15 novembre 1925 restituì alla Provincia la conformazione territoriale che oggi conosciamo, per approfondire i temi legati  al presente, in cui le Province operano  con difficoltà tra carenza di risorse e richieste pressanti da parte delle comunità locali.

A confrontarsi con la presidente  Sandra Scarpellini sui cambiamenti necessari a restituire un ruolo certo alle Province sono stati Francesco Limatola, presidente di UPI Toscana, Claudio Frontera e Alessandro Franchi, già presidenti della Provincia di Livorno nelle stagioni amministrative prima e post riforma Delrio,  Piero Antonelli direttore generale dell’Unione delle Province Italiane Nicola Pignatelli, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Bari e Maria Castallo, segretaria generale della Provincia di Livorno, con la moderazione del direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci.

Frontera ha toccato subito i tasti più dolenti della legge 56/2014:  “Una riforma non meditata, costruita su basi precarie e proprio per questo da abrogare” per riparare alle profonde “ricadute negative che sono la causa primaria di  ritardi nei servizi ai cittadini e all’economia”.

Dello stesso avviso Alessandro Franchi, primo sindaco presidente della Provincia dopo la riforma: “Abbiamo dovuto gestire un passaggio drammatico, in cui il bilancio dell’Ente era di pura sopravvivenza”. Da allora la legge Delrio, concepita come una legge-ponte per traghettare le Province verso la successiva riforma della Costituzione, bocciata poi in sede referendaria, ha congelato le Province in un limbo da cui ancora non si riesce ad uscire.

“E’ necessario l’intervento del legislatore nazionale per introdurre le imprescindibili modifiche alla legge Delrio – ha aggiunto Franchi – e anche in Toscana dobbiamo correggere l’eccessivo accentramento di funzioni, che la Regione apportò con la legge 22/2015, aprendo un confronto con Anci, Upi e i soggetti economici e sociali, per restituire la giusta rappresentanza ai territori”.

Il punto sulle Province toscane lo ha fatto il presidente di Upi Toscana, Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, evidenziando come questi enti abbiano continuato a rappresentare, ove possibile, quel ruolo di ente intermedio  di coordinamento e garanzia dell’equilibrio territoriale. “Per questo concordiamo sulla necessità di un tavolo dove discutere l’adeguato ripristino dei livelli istituzionali di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione che sono a fondamento delle funzioni amministrative”.

Limatola ha, poi, indicato le tre principali attività su cui le Province toscane possono svolgere un ruolo determinante in un nuovo ipotetico riassetto: in primo luogo la pianificazione strategica territoriale, oggi demandata alla sola Città Metropolitana di Firenze, in cui poter tracciare le linee generali di sviluppo, a partire dalle infrastrutture e dall’economia; gli Uffici Europa, per  le politiche di coesione  e l’accesso e utilizzo dei fondi strutturali; il supporto ai piccoli comuni attraverso lo sportello per le attività produttive, le stazioni uniche appaltanti, la semplificazione amministrativa.

Sui temi prettamente legati alle modifiche legislative sono intervenuti Piero Antonelli, e Nicola Pignatelli, che hanno indicato la via delle riforme a livello regionale, cui peraltro l’Upi sta lavorando da tempo con i presidenti delle Province, come quelle più realisticamente percorribili.

“Occorre correggere le attuali sperequazioni nelle legislazioni regionali – ha sostenuto Antonelli – per riequilibrare le funzioni e valorizzare il decentramento amministrativo”, mentre Pignatelli, ribadendo “l’inadeguatezza di un modello di ente di secondo livello, troppo verticistico e poco rispondente ai bisogni del territorio”, ha sottolineato la necessità di una ricognizione degli ambiti di rilevanza socio economica che si sono sovrapposti alle funzioni provinciali.

A tirare le fila del dibattito è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, il quale ha annunciato la disponibilità all’apertura di un tavolo di confronto “animato da pragmatismo” in cui affrontare il tema del miglioramento del rapporto tra enti che hanno funzioni diverse, con l’obiettivo di garantire un equilibrio territoriale e in cui le Province possono esercitare un ruolo di coordinamento, in particolare per le politiche legate ai fondi europei, allo sviluppo e alla coesione.

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