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Provincia di Vibo Valentia, oltre 26 milioni di euro per le opere pubbliche nel triennio 2027-2029

Oltre 26 milioni di euro per la viabilità provinciale, la sicurezza degli edifici scolastici e la realizzazione degli interventi infrastrutturali programmati. È questo il quadro delle risorse previste e già finanziate dal Programma triennale delle opere pubbliche 2027-2029 della Provincia di Vibo Valentia, adottato nei giorni scorsi dal presidente Franco Barbalace.

Il piano prevede una distribuzione delle risorse pari a circa 8,6 milioni di euro per il 2027, 11,6 milioni per il 2028 e 6 milioni per il 2029. Le somme, derivanti in larga parte da entrate con destinazione vincolata, consentiranno di programmare e portare avanti interventi di manutenzione, messa in sicurezza, adeguamento e potenziamento delle infrastrutture di competenza provinciale.

«La programmazione – spiega il presidente Franco Barbalace – si inserisce nel percorso avviato durante la gestione L’Andolina, dal quale deriva una parte significativa degli interventi e delle risorse già individuate. È doveroso, quindi, riconoscere il lavoro compiuto fin qui. Ora intendiamo dare continuità a questo percorso, verificare lo stato delle procedure e, soprattutto, imprimere un’accelerazione alle attività, con l’obiettivo di trasformare la programmazione in risultati concreti per il territorio».

Viabilità, opere inserite nel programma

Una parte significativa della programmazione riguarda la rete stradale provinciale, con interventi distribuiti su numerose arterie del territorio, finalizzati al miglioramento delle condizioni di percorribilità e sicurezza. Tra le opere previste figurano interventi lungo la SP 95 (la ex 522 Pizzo-Tropea), la SP 54, la SP 45, la SP 46 e la SP 47, oltre a quelli finanziati attraverso il “Decreto Vibo” e il “Decreto ponti”.

Il programma comprende anche opere destinate alla sicurezza degli edifici scolastici di competenza provinciale, attraverso interventi di adeguamento e manutenzione, con particolare attenzione alla prevenzione degli incendi. Rilevanza assumono, inoltre, le opere già avviate o programmate, tra cui gli interventi sulla Tangenziale Est di Vibo Valentia, riportata al centro dell’attenzione istituzionale dal presidente Barbalace attraverso un’interlocuzione con la giunta regionale, e sul collegamento panoramico Pizzo-Rosarno, insieme alle altre infrastrutture stradali inserite nella pianificazione provinciale.

A questi interventi si aggiunge un investimento particolarmente significativo: la palestra interscolastica di Serra San Bruno per un importo di 940mila per euro. L’intervento riguarda l’adeguamento funzionale e la messa in sicurezza degli impianti della struttura.

«Stiamo seguendo le diverse procedure, confrontandoci con gli uffici e verificando le criticità, perché l’obiettivo è fare in modo che le risorse disponibili si traducano quanto prima in interventi effettivi», sottolinea Barbalace. «Credo, intanto, sia importante riconoscere il lavoro che ogni giorno viene svolto all’interno della Provincia: quello dei dipendenti e degli uffici, che seguono le pratiche e portano avanti le procedure, e quello del Consiglio provinciale, con il contributo di tutti coloro che partecipano all’attività amministrativa e istituzionale dell’Ente. Dietro ogni intervento programmato ci sono lavoro, competenze e responsabilità che meritano di essere riconosciuti».

Le prospettive per il 2027 e il recupero dei margini di bilancio

Il presidente affronta anche il tema delle risorse disponibili e delle prospettive finanziarie dell’Amministrazione, evidenziando come il percorso intrapreso possa consentire, a partire dal prossimo anno, maggiori possibilità di intervento.

«È chiaro che la Provincia non dispone delle risorse e della capacità di dare risposte a tutte le problematiche di un territorio in cui le esigenze sono numerose. Tuttavia, finalmente, l’Ente si trova in una condizione di bilancio che nel 2027 potrà offrire maggiori margini di manovra per affrontare alcune criticità e rispondere a nuove esigenze che stanno emergendo. È una prospettiva importante, che vogliamo utilizzare con attenzione e responsabilità. Non possiamo risolvere tutto in una volta, ma dobbiamo lavorare per sfruttare al meglio ogni possibilità».

Alla dimensione finanziaria si affianca una riflessione sul ruolo istituzionale della Provincia e sulla necessità di ricostruire un rapporto di fiducia con le comunità locali.

«Finché avrò la responsabilità di guidare questa Provincia, ma anche successivamente, in altri ruoli, cercherò di contribuire a cambiare quella percezione che troppo spesso la descrive come un ente inutile o lontano dai bisogni dei cittadini. Credo che il modo migliore per farlo sia dimostrare, attraverso i fatti, ciò che si può realizzare. Nel corso del 2027 dovranno cominciare a vedersi concretamente gli effetti di tanti interventi già programmati, insieme al lavoro che stiamo portando avanti per dare impulso alle diverse situazioni ancora aperte».

Barbalace invita quindi i cittadini vibonesi a superare una visione pregiudizialmente negativa dell’istituzione provinciale, pur riconoscendo le difficoltà che ne hanno condizionato l’attività negli anni.

Il riferimento è alle criticità finanziarie e strutturali affrontate dall’Ente, rispetto alle quali il presidente ritiene che la fase più difficile sia ormai alle spalle in virtù di un bilancio ormai risanato, nella consapevolezza, però, che il recupero di piena efficienza amministrativa richieda ancora impegno, continuità e risultati verificabili.

«Non chiedo giudizi anticipati. Chiedo che si guardi con attenzione a ciò che viene fatto. È giusto valutare l’operato di un’istituzione, ma bisogna farlo considerando anche ciò che si realizza, le difficoltà che si affrontano e i risultati che si riescono a raggiungere.

Abbiate fiducia. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma stiamo lavorando con serietà per affrontarle e lasciare un percorso facilitato anche a chi verrà dopo. La Provincia ha le possibilità di tornare a essere sempre più presente e utile per i Comuni e per i cittadini. Il nostro compito è dimostrarlo giorno dopo giorno, attraverso il lavoro, la programmazione e i risultati».

Gli interventi sulla viabilità provinciale: opere in esecuzione e procedure avviate

Il Programma triennale 2027-2029 rappresenta il riferimento per la pianificazione delle opere pubbliche del prossimo triennio, ma si colloca anche in un quadro più ampio di interventi già finanziati, in esecuzione o in differenti fasi amministrative.

A partire dalla viabilità provinciale, emerge un insieme articolato di opere destinate alla manutenzione, al miglioramento, al potenziamento e alla messa in sicurezza delle arterie stradali, con lavori già avviati e altri per i quali sono in corso le procedure di progettazione, affidamento o contrattualizzazione.

Gli ulteriori interventi finanziati nel Programma triennale 2027-2029

Accanto alle opere già in corso di esecuzione o in differenti fasi procedurali, il Programma triennale dei lavori pubblici 2027-2029 contempla ulteriori interventi sulla rete stradale provinciale, per i quali risultano individuate le risorse finanziarie.

Gli interventi interessano una parte significativa del territorio provinciale e rispondono all’esigenza di migliorare la sicurezza delle infrastrutture, prevenire situazioni di criticità e assicurare condizioni di maggiore affidabilità della circolazione.

Dalla programmazione ai risultati: l’impegno della Provincia

Il quadro degli interventi restituisce la dimensione di un’attività amministrativa che coinvolge numerosi territori e richiede continuità nella programmazione, capacità di gestione delle risorse e attenzione all’avanzamento delle procedure. La Provincia intende accompagnare il Programma triennale 2027-2029 con un lavoro costante di monitoraggio e impulso operativo, per favorire il completamento degli interventi già avviati e l’attuazione di quelli programmati.

La sfida, come sottolineato dal presidente Barbalace, è trasformare le risorse disponibili e il lavoro amministrativo in opere concretamente percepibili dai cittadini, attraverso una progressiva accelerazione degli interventi sulla viabilità, sulle infrastrutture e sulla sicurezza degli edifici scolastici. In questa prospettiva, il 2027 rappresenterà un passaggio importante per verificare i risultati del percorso intrapreso e misurare, sulla base degli interventi effettivamente realizzati, la capacità della Provincia di rispondere alle esigenze dei Comuni e delle comunità locali. È su questo terreno, quello delle opere realizzate e dei servizi resi al territorio, che la Provincia di Vibo Valentia intende rafforzare il proprio rapporto di fiducia con i cittadini.

Legge di Bilancio 2027, l’appello del Presidente Giorgio Zanni sottoscritto da tutti i sindaci della Provincia di Reggio Emilia

Pubblichiamo di seguito la lettera scritta dal presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, e sottoscritta da tutti i sindaci reggiani, inviata al Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento in vista della Legge di Bilancio 2027, per chiedere misure concrete a sostegno degli Enti Locali di fronte all’aumento dei costi e alla crescente pressione sui bilanci.

La Lettera

Onorevole Presidente del Consiglio, Onorevole Ministro,

a nome della Provincia di Reggio Emilia, dei Comuni, delle Unioni dei Comuni e delle comunità locali che rappresentiamo, sentiamo il dovere istituzionale e morale di rivolgere un appello urgente e accorato al Governo in vista del perfezionamento della Legge di Bilancio 2027.

Il quadro della condizione di Provincia e Comuni

I nostri territori stanno affrontando una nuova drammatica spirale di rincari che colpisce direttamente le comunità, le famiglie, le aziende e, di conseguenza, la sostenibilità finanziaria degli Enti Locali. Oltre all’ulteriore impennata dei costi energetici per le forniture di elettricità e gas, le amministrazioni comunali e provinciali si trovano a sostenere una sommatoria di costi straordinari e non rinviabili.

I rinnovi dei contratti per i dipendenti, con particolare riferimento al personale della scuola, dei servizi per l’infanzia e dei servizi sociali, rappresentano un atto di giustizia nei confronti di lavoratrici e lavoratori su cui pesa ogni giorno un’inflazione forte e costante. È importante sottolineare come questi aumenti retributivi abbiano inciso sui bilanci dei Comuni e delle Province senza che lo Stato abbia previsto alcuna forma rilevante di copertura o contributo perequativo a sostegno delle finanze locali.

I repentini e consistenti incrementi dei prezzi delle materie prime, a partire da bitumi e asfalti, si traducono in un ulteriore e rilevante aggravio sui capitoli dedicati alla manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, ponti e reti viarie.

A ciò si aggiunge l’ulteriore preoccupazione per le ricadute delle annunciate modifiche a valere sull’IRPEF, le quali rischiano di impattare negativamente sulle entrate degli Enti Locali. È indispensabile garantire che tale misura non si traduca in una perdita di risorse a danno delle amministrazioni territoriali.

Tutto ciò si inserisce in un quadro in cui il caro-bollette continua a gravare sempre più drammaticamente sulle famiglie, sul tessuto produttivo e sui bilanci degli Enti Locali, che si trovano ormai di fronte a un preoccupante punto di rottura dei propri equilibri economico-finanziari.

Gli Enti Locali sono l’espressione più vicina dello Stato sul territorio, in piena sintonia anche con i principi sanciti dalla Carta Europea dell’Autonomia Locale, che riconosce nelle comunità territoriali il perno fondamentale della democrazia e dell’esercizio delle responsabilità pubbliche al livello più vicino ai cittadini. Siamo le istituzioni chiamate ogni giorno a garantire la continuità e l’efficienza operativa dei servizi fondamentali: dall’illuminazione pubblica alla gestione delle scuole e dei nidi; dal riscaldamento, dalla sicurezza e dall’efficienza degli edifici pubblici alle strutture sportive, ricreative, sociali e culturali; dai trasporti scolastici al sostegno e all’inclusione di persone e alunni con disabilità; dalla manutenzione delle infrastrutture all’erogazione dei servizi socio-sanitari rivolti a una crescente fascia di popolazione in condizioni di fragilità.

È doveroso richiamare l’attenzione sul necessario sostegno che le amministrazioni territoriali devono continuamente assicurare alle fasce più fragili della popolazione e alle persone con disabilità, le cui condizioni di vita sono oggi ulteriormente aggravate dal generale peggioramento della situazione economica.

Le mancate risposte

Dalle prime bozze della Legge di Bilancio 2027, prendiamo atto con forte preoccupazione dell’assenza di misure e risorse adeguate a compensare questi straordinari aumenti di spesa. Ci sentiamo, in questo passaggio decisivo, lasciati soli a far fronte a dinamiche macroeconomiche e decisioni che prescindono dai nostri piani di lavoro, gravando però direttamente sulle nostre comunità.

Senza un adeguato e tempestivo sostegno finanziario, è lo Stato stesso che rischia di mettere a repentaglio la qualità e la piena accessibilità dei servizi essenziali. Quando i cittadini non trovano risposte nell’ente locale più prossimo, diminuisce la fiducia complessiva nelle istituzioni democratiche, incrinando il patto sociale che lega i cittadini alle istituzioni stesse. Non chiediamo interventi assistenziali, ma le condizioni finanziarie per continuare a svolgere il nostro ruolo di argine sociale e di motore di sviluppo del territorio.

Le richieste a Governo e Parlamento

Per queste ragioni, i Sindaci del territorio reggiano e la Provincia di Reggio Emilia chiedono al Governo e al Parlamento:

  • L’istituzione di un Fondo straordinario di compensazione destinato a Comuni, Unioni di Comuni e Province per la copertura degli extra-costi energetici, delle materie prime e dei rinnovi contrattuali;
  • La cancellazione degli accantonamenti forzosi già previsti negli scorsi anni dal Governo a danno dei bilanci degli Enti Locali a valere sulle annualità 2027 e 2028, unitamente allo sblocco immediato delle risorse accantonate nel 2026;
  • La totale compensazione delle perdite di gettito derivanti dalle modifiche in materia di IRPEF, per evitare un ulteriore e insostenibile aggravio sulle finanze locali;
  • L’introduzione di clausole di salvaguardia e flessibilità di bilancio per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione e delle entrate straordinarie a copertura delle spese correnti collegate ai rincari;
  • L’apertura immediata di un tavolo di confronto urgente tra Governo, ANCI e UPI per definire un piano di sostegno strutturale agli Enti Locali.

Lasciare soli gli Enti Locali significa lasciare soli i cittadini e le imprese che proprio nelle istituzioni territoriali cercano e devono continuare a trovare risposte celeri, puntuali e concrete.

Le firme

Giorgio Zanni
Sindaco di Castellarano e Presidente della Provincia di Reggio Emilia

Assieme a tutti i sindaci della provincia di Reggio Emilia:

Roberta Ibattici, sindaco di Albinea
Pietro Cortenova, sindaco di Bagnolo in Piano
Fabio Spezzani, sindaco di Baiso
Stefano Marazzi, sindaco di Bibbiano
Andrea Codelupi, sindaco di Boretto
Carlo Fiumicino, sindaco di Brescello
Marino Zani, sindaco di Cadelbosco di Sopra
Alessandro Santachiara, sindaco di Campagnola Emilia
Alessandro Spanò, sindaco di Campegine
Alfredo Gennari, sindaco di Canossa
Giuseppe Ruggi, sindaco di Carpineti
Giuseppe Daviddi, sindaco di Casalgrande
Stefano Costi, sindaco di Casina
Francesco Monica, sindaco di Castelnovo di Sotto
Emanuele Ferrari, sindaco di Castelnovo ne’ Monti
Francesca Bedogni, sindaco di Cavriago
Fabio Testi, sindaco di Correggio
Roberto Ferrari, sindaco di Fabbrico
Daniele Finucci, sindaco di Gattatico
Federico Carnevali, sindaco di Gualtieri
Paolo Dallasta, sindaco di Guastalla
Stefania Musi, sindaco di Luzzara
Fausto Torelli, sindaco di Montecchio Emilia
Simone Zarantonello, sindaco di Novellara
Filippo Ferrari, sindaco di Poviglio
Alberto Olmi, sindaco di Quattro Castella
Marco Massari, sindaco di Reggio Emilia
Roberto Angeli, sindaco di Reggiolo
Daniele Pietri, sindaco di Rio Saliceto
Ruggero Baraldi, sindaco di Rolo
Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera
Paolo Fuccio, sindaco di San Martino in Rio
Franco Palù, sindaco di San Polo d’Enza
Marcello Moretti, sindaco di Sant’Ilario d’Enza
Matteo Nasciuti, sindaco di Scandiano
Leonardo Perugi, sindaco di Toano
Enrico Ferretti, sindaco di Ventasso
Fabio Ruffini, sindaco di Vetto
Stefano Vescovi, sindaco di Vezzano sul Crostolo
Fabrizio Corti, sindaco di Viano
Elio Ivo Sassi, sindaco di Villa Minozzo

Il Presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Parente eletto Presidente dell’UPI Campania

Il Presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Parente è stato eletto, lo scorso 13 ottobre, Presidente dell’UPI Campania (Unione delle Province della Campania) e coordinerà il lavoro unitario delle 4 Province in un momento delicato per lo sviluppo economico locale.

La nomina è avvenuta all’unanimità nell’incontro del Consiglio Direttivo UPI Campania tenutosi a Salerno, presso la sede della Provincia, con la presenza dei rispettivi Presidenti delle Province campane e i sei componenti del Consiglio Direttivo.

Il commento del Presidente Parente

“Voglio innanzitutto ringraziare per la fiducia accordatami – dichiara il Presidente Parente – i miei colleghi delle Province di Avellino, Benevento e Caserta e tutto il Direttivo. Accolgo questo nuovo impegno con grande senso di responsabilità visto il momento storico particolarmente delicato per le nostre comunità. Coordinare le 4 Province campane è un grande onore oltre che un grande onere, in un momento fondamentale. Muoverci in squadra ci consentirà di ottenere grandi risultati.

L’obiettivo è quello di trovare nuove risorse per assicurare i servizi, per garantire la sicurezza nelle scuole e sulle strade, per tutelare l’ambiente e promuovere il patrimonio culturale e i trasporti. Lavoreremo per garantire ai cittadini servizi essenziali efficienti e senza spreco di risorse, in sinergia con la Regione Campania e l’ANCI Regionale”.

 

Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, Workshop in presenza sulle Stazioni Uniche Appaltanti provinciali 11 novembre 2026, Università della Calabria – Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche (SSSAP)

Con riferimento al Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, finanziato dal  Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020  FESR-FSE, si svolgerà l’11 novembre 2026, dalle ore 10.00  alle ore 13.30 ad Arcavacata di Rende (CS) presso la Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche (SSSAP)  dell’Università della Calabria, il Workshop in presenza dedicato alla Linea di intervento  sulle Stazioni Uniche Appaltanti provinciali.

Il Workshop, dal titolo “Stazioni Uniche Appaltanti provinciali: evidenze, buone pratiche e linee guida  operative”, è il secondo appuntamento in presenza del Progetto P.A.C.T.

La SSSAP presenterà gli esiti dell’indagine sulle SUA delle 29 Province del Mezzogiorno e le proposte di linee guida operative

Seguira’ il confronto con i referenti delle SUA provinciali su modelli organizzativi, qualificazione e digitalizzazione, la  presentazione dei cruscotti dei dati su appalti, qualificazioni e investimenti provinciali e una tavola rotonda sul  percorso di accompagnamento.

Il confronto servirà a verificare le evidenze dell’indagine sulla base dell’esperienza  degli uffici, a mettere in comune atti, format e soluzioni organizzative già sperimentati e a orientare le fasi  successive del percorso in modo aderente alle esigenze di ciascun territorio.

Quali enti strategici per il supporto ai Comuni, le SUA provinciali sono impegnate nei percorsi di qualificazione previsti dal nuovo Codice dei contratti pubblici e nella transizione digitale dell’intero ciclo degli appalti.

Potenziare le competenze e gli assetti operativi diviene indispensabile per accelerare la realizzazione dei programmi di investimento nelle aree del Mezzogiorno, anche in vista del nuovo quadro programmatico europeo 2028-2034.. In tale ottica, i lavori del workshop mirano a dotare le amministrazioni di strumenti attuativi concreti e sinergici.

Le  amministrazioni provinciali sono invitate a garantire la partecipazione all’evento da parte dei responsabili delle SUA e degli uffici competenti.

In allegato l’agenda dei lavori.

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Redattore: Redazione UPI

La Provincia di Lecco presenta le iniziative per il Natale a Villa Monastero

La magia del Natale arriva per la prima volta a Villa Monastero di Varenna, che dal 6 novembre 2026 al 10 gennaio 2027 si veste di luce con un suggestivo allestimento natalizio pensato per valorizzare il fascino della Casa Museo e del Giardino botanico.

La Provincia di Lecco propone per il periodo delle festività un progetto di illuminazione e decorazione capace di inserirsi armoniosamente nel contesto storico, architettonico e paesaggistico della Villa; luci calde, installazioni scenografiche ed elementi ispirati alla tradizione natalizia accompagneranno i visitatori lungo un percorso immersivo, creando nuove suggestioni senza alterare l’identità del complesso monumentale.

Per tutto il periodo delle luminarie, arricchito da un programma di eventi e iniziative, il Giardino botanico sarà aperto fino alle 20.00; le aperture serali permetteranno di vivere il Giardino in una veste inedita, tra luci, decorazioni e scorci sul lago.

Il commento della Presidente della Provincia, Hofmann

“Il Natale è uno dei periodi più magici dell’anno, capace di emozionare e farci riscoprire la bellezza delle piccole e grandi cose – commenta la Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann – Abbiamo voluto portare questa atmosfera anche a Villa Monastero, con la scelta di valorizzare e rendere ancora più vivo questo straordinario patrimonio anche durante la stagione invernale. Immaginare il Giardino botanico illuminato, le luci che si riflettono sulle acque del lago, gli scorci della Villa che si trasformano in un paesaggio quasi fiabesco significa regalare ai visitatori un’esperienza diversa, capace di stupire ed emozionare. È questo il senso di ‘Un sogno di luce’: offrire a grandi e piccoli la possibilità di vivere la meraviglia del Natale in un luogo già di per sé unico, che per l’occasione diventa ancora più magico. Perché Villa Monastero è un patrimonio da custodire e valorizzare, ma soprattutto un luogo da vivere, scoprire e riscoprire in ogni stagione dell’anno”.

Inaugurazione il 6 novembre

L’accensione delle luminarie è prevista venerdì 6 novembre: per l’occasione, dalle 17.00 alle 20.00 l’ingresso a Villa Monastero sarà gratuito, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire per la prima volta la Villa nella sua veste natalizia.

Il percorso prenderà avvio già dall’ingresso, con il portone della Villa decorato da ghirlande, sfere ornamentali e luci, per proseguire nel loggiato e lungo il viale principale del Giardino botanico, animato da figure luminose raffiguranti animali.

L’allestimento interesserà anche alcuni dei luoghi più suggestivi del giardino: l’area antistante la tensostruttura ospiterà una grande carrozza luminosa e figure decorative, il tempietto e la scalinata saranno esaltati attraverso un’illuminazione dedicata. Le colonne a lago saranno impreziosite da decorazioni e luci calde e, nella zona della Loggia e della Glorietta, sarà installato un albero di Natale di circa 7 metri, accompagnato dall’illuminazione delle colonne monumentali e da ulteriori elementi luminosi.

La mostra Fili di memoria… e di luce

La giornata segnerà anche l’avvio della mostra Fili di memoria… e di luce, legata al progetto Fili di memoria. Una storia d’amore che continua, nato nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Marco e Rosa De Marchi. Il progetto parte da un oggetto quotidiano, la cravatta, trasformandolo in simbolo della memoria e in materia da reinterpretare attraverso creatività, artigianato e recupero.

Le cravatte donate dai cittadini vengono infatti recuperate e reinterpretate attraverso il coinvolgimento della Scuola di Moda Istituto Superiore Grafica Moda Design di Lecco, della Sartoria sociale di Aps Laorca Lab, della Casa di Quartiere e del relativo laboratorio di bigiotteria, dando vita a un percorso che mette in dialogo generazioni, competenze e realtà diverse del territorio.

Gli studenti sono coinvolti nella progettazione e realizzazione di manufatti e accessori moda, sperimentando tecniche di upcycling, manipolazione tessile, assemblaggio, decorazione e confezione. Il risultato è una collezione realizzata prevalentemente attraverso la trasformazione delle cravatte donate e l’integrazione di altri materiali di recupero, mantenendo visibile il legame con gli oggetti originari e con le storie che portano con sé.

Il percorso dedicato a Marco e Rosa De Marchi

Fino al 31 gennaio 2027 prosegue il percorso espositivo Marco e Rosa De Marchi: una villa, una collezione, una storia d’amore, curato dalla conservatrice Anna Ranzi e dedicato ai coniugi ai quali si deve il lascito della storica dimora al pubblico.

Inoltre, dal 1° dicembre la sala da pranzo della Villa verrà allestita con una tavola apparecchiata per il Natale con un servizio di piatti della manifattura Richard del 1897 e bicchieri in cristallo coevi gentilmente prestati da collezionisti privati e in tema con la mostra dedicata ai De Marchi.

Durante le festività, Villa Monastero diventerà così il punto di incontro tra due dimensioni: la memoria della sua storia e la luce del Natale, in un percorso che accompagna il visitatore dalla Casa Museo al Giardino botanico e rinnova il legame tra la Villa e il territorio.

Manovra, Province: nessuna risposta sugli investimenti. UPI “E’ mancata la concertazione: gli enti locali al palo”

“La manovra di bilancio non dà risposte alle richieste che avevamo avanzato di prevedere risorse per gli investimenti per la messa in sicurezza delle strade provinciali e delle scuole superiori.

Oggi in tutte le piazze italiane centinaia di migliaia di studenti ci chiedono di garantire loro un’educazione in luoghi sicuri, caldi quanto si gela e freddi quando il clima si fa torrido, moderni e al passo con il loro bisogno di imparare.

Nella manovra di bilancio di quest’anno tutto questo è ignorato. L’unica cosa che sembra sia prevista – ma lo abbiamo appreso dalla stampa – è un fondo per i condizionatori che coprirebbe non più di 700 scuole. In Italia gli edifici scolastici sono oltre 40.000, più di 7.000 sono le scuole superiori in cui studiano più di 2 milioni e 500 mila ragazzi e ragazze. Non possiamo accettare che si continui ad ignorarli”.

Lo dichiara il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, sottolineando come “ci aspettavamo una maggiore comprensione delle nostre richieste, ma è mancata la concertazione con il Governo, tanto che di questa manovra non sappiamo altro che le anticipazioni sulla stampa e le informazioni rilasciate ieri ai media dalla Presidente del Consiglio Meloni.

L’impressione, se quanto appurato risultasse definitivo, è che ancora una volta gli enti locali, le Province come le Città metropolitane e i Comuni, siano stati lasciati al palo.

Per questo chiediamo l’immediata apertura di un confronto, per individuare i possibili spazi attraverso cui assicurare agli enti locali la possibilità di garantire ai cittadini servizi e diritti”.

Il Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino plaude all’accordo UPI Conferenza delle Regioni

“La firma del Documento Upi-Conferenza Regioni è un passo avanti importante per la valorizzazione delle Province nel sistema delle autonomie territoriali”.

Lo dice il Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Alberto Alessandri, dopo il protocollo siglato dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga e dal presidente dell’Unione Province d’Italia Enzo Lattuca, nell’ambito del Festival delle Regioni.

“Si tratta di un passaggio istituzionale che rappresenta un punto di svolta – osserva Alessandri – perché consente di creare i presupposti per rafforzare la Provincia come ente strategico, attraverso una revisione chiara e condivisa delle funzioni”. Un testo definito “esempio virtuoso di collaborazione istituzionale” anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui Regioni e Province concordano sulla “necessità di rinnovare l’assetto delle funzioni provinciali secondo criteri di efficienza, responsabilità e prossimità amministrativa”.

In particolare, prosegue Alessandri, “è condivisa l’esigenza di una riflessione in merito all’attuazione regionale della legge ‘Delrio’. Pur nelle specificità di ogni ordinamento regionale, nel documento si osserva che le Regioni possono riconsiderare le funzioni trasferite in attuazione della riforma Delrio, valutando l’opportunità di riportare al livello provinciale quelle di dimensione sovracomunale”. Non solo: “La Provincia viene vista come hub territoriale, intesa come struttura stabile di assistenza tecnica e amministrativa ai Comuni. Le Regioni, in aggiunta, possono conferire funzioni ulteriori al livello provinciale, specie su programmazione strategica e pianificazione integrata di area vasta”.

In sintesi, conclude Alessandri, “un protocollo che va nella giusta direzione, perché rafforza il ruolo di vicinanza della Provincia verso cittadini, sindaci e piccoli Comuni. Un concetto che anche noi abbiamo subito detto di volere rilanciare e interpretare con determinazione”.

In queste ore, dopo la firma dell’accordo, l’Upi ha sollecitato i presidenti di Provincia all’apertura di un confronto ufficiale con le varie Regioni: “Siamo fiduciosi che con la Regione Marche il dialogo sarà costruttivo e troveremo un’attenta interlocuzione, nel rispetto dei singoli enti e dei rispettivi livelli. Da parte nostra c’è piena disponibilità e collaborazione”, conclude Alessandri.

Prime nevicate tra Forlì e Cesena, la Provincia attiva il Piano neve: 170 i mezzi coinvolti e nuovo sistema di monitoraggio GPS

Le prime nevicate della stagione hanno interessato, nella giornata di domenica 1° novembre, diverse strade provinciali della montagna forlivese e cesenate. La Provincia di Forlì-Cesena è intervenuta tempestivamente attivando il ‘Piano neve’ anche attraverso l’intervento delle ditte incaricate del servizio di sgombero neve, per garantire la sicurezza della circolazione e ripristinare la piena percorribilità delle strade interessate.

La situazione nel Forlivese

Nel Forlivese, le precipitazioni nevose hanno interessato la SP 4 ‘del Bidente’, nel tratto di Campigna-Passo della Calla, e la SP 94 ‘Castagno’, in corrispondenza della zona degli impianti di risalita. Le ditte incaricate hanno effettuato le operazioni di spalatura dalla sera del 1° novembre fino alla mattinata di oggi. Al termine degli interventi, le strade risultavano pulite e regolarmente percorribili. Nella stessa area si è intervenuti anche per la rimozione di sassi e materiale instabile presenti sulla carreggiata lungo la SP 127 ‘Civorio-Spinello’ e la SP 76 ‘Civorio’, così da eliminare possibili ostacoli e situazioni di pericolo per gli automobilisti.

La situazione nel Cesenate

Nel Cesenate, le prime nevicate hanno interessato la SP 130 ‘Casteldelci’, la SP 142 ‘dei Mandrioli’ e la SP 43 ‘Alfero’. Anche in questi tratti le ditte hanno lavorato dalla serata di ieri fino alla mattinata di oggi, completando la spalatura. Le strade risultavano quindi pulite e percorribili.

Il Piano neve: circa 1.000 chilometri di strade sotto controllo

Con l’arrivo delle prime nevicate dunque il piano neve provinciale è entrato in funzione, con l’obiettivo di mantenere percorribile la rete stradale anche durante i mesi invernali, prestando particolare attenzione ai collegamenti montani, dove neve e ghiaccio possono creare condizioni di maggiore criticità per la circolazione. Gli interventi rientrano nel servizio predisposto dall’Ente di piazza Morgagni per garantire la sicurezza della circolazione sulla rete stradale di competenza, che si estende per circa 1.000 chilometri.

L’appalto per il servizio di sgombero neve e trattamento antighiaccio ha una durata di 44 mesi, dal 1° novembre 2025 al 30 giugno 2029, e copre quattro stagioni invernali. Ogni stagione di servizio va dal 1° novembre al 30 giugno. L’importo complessivo netto dell’appalto è di 3 milioni e 246.056 euro, suddiviso tra le aree forlivesi e cesenati. Per assicurare una presenza capillare sul territorio e tempi di intervento rapidi, il servizio è organizzato in sette lotti funzionali, corrispondenti ai centri operativi provinciali: tre nell’area forlivese (Forlì, Santa Sofia e Rocca San Casciano) e quattro nell’area cesenate (Cesena, Bagno di Romagna, Savignano e Mercato Saraceno).

Circa 170 mezzi e personale reperibile

Complessivamente sono coinvolti nel servizio circa 170 mezzi, tra trattori e autocarri dotati di lame spartineve o spargisale, oltre a pale meccaniche. Il Piano neve prevede diverse tipologie di attività: sorveglianza delle condizioni della rete stradale, spargimento preventivo e non di sali disgelanti, spalatura della neve e rimozione di ostacoli presenti sulla carreggiata o potenzialmente pericolosi, come alberi, rami e massi. Il servizio comprende anche la rimozione di ghiaccio e crostoni ghiacciati, lo sgombero delle piazzole e delle aree di svincolo e gli interventi necessari in caso di slavine o valanghe. Per quanto riguarda lo sgombero neve, gli spartineve entrano normalmente in azione quando il manto nevoso raggiunge i 5 centimetri in uno dei punti del tratto stradale interessato, salvo diverse disposizioni della Provincia. Le operazioni proseguono, con passaggi successivi, fino alla completa liberazione del piano viabile.

Particolare attenzione è riservata anche alla prevenzione del ghiaccio: lo spargimento di sale, graniglia, pietrisco o sabbia viene effettuato in base alle condizioni della strada, anche in via preventiva e soprattutto nei tratti dove si verificano abitualmente fenomeni di gelicidio.

Sorveglianza e monitoraggio degli interventi

Nel servizio è coinvolto anche il personale stradale dipendente della Provincia, composto da agenti stradali, capi agenti e tecnici. Il loro compito è monitorare le condizioni delle strade, coordinare tempestivamente gli interventi delle ditte e verificare la corretta esecuzione delle prestazioni. In più, a partire da questa stagione invernale è previsto un sistema di monitoraggio attraverso dispositivi GPS installati sui mezzi di servizio. La strumentazione consente infatti alla Provincia di verificare in tempo reale la posizione dei mezzi e di controllare i percorsi effettuati, la durata degli interventi, le prestazioni svolte e la velocità durante le operazioni.

Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori” – webinar 9 novembre «Costruire un Piano Strategico di Sviluppo Urbano Sostenibile».

In merito al “Progetto P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 (FESR-FSE), nell’ambito della linea relativa al potenziamento della Pianificazione Strategica delle Province, si svolgerà  lunedì 9 novembre 2026, dalle 9:30 alle 12:30, su Microsoft Teams il  Webinar «Costruire un Piano Strategico di Sviluppo Urbano Sostenibile».

 

L’incontro, curato dall’esperto UPI Giuseppe Settanni, approfondirà nella prima parte il ruolo della Provincia come regia delle strategie urbane, il quadro regolamentare (artt. 28-32 del Reg. (UE) 2021/1060) e le prospettive della programmazione 2028-2034.

 

Nella seconda parte è prevista un’esercitazione pratica «Dalla sfida al target», con lavoro in piccoli gruppi e utilizzo della piattaforma Slido.

Il link di collegamento e le indicazioni per l’uso di Slido saranno inviati  la prossima settimana alle Province.

In allegato l’agenda dei lavori.

 

Redazione UPI

Dal Festival delle Regioni la conferma del raccordo tra UPI e Conferenza delle Regioni. Siglato un protocollo per valorizzare le Province

Il Presidente di UPI Enzo Lattuca e il Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga firmano il Documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dell’UPI per la valorizzazione delle Province nel sistema delle autonomie territoriali.

Il plauso al protocollo del Presidente della Repubblica

Un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni citato anche dal Presidente della Repubblica come modello di concertazione istituzionale nel suo intervento alla cerimonia di apertura del Festival:

“Nell’ambito del Festival è inoltre prevista la firma di un documento della Conferenza e dell’UPI per la valorizzazione delle Province nel sistema delle autonomie territoriali. Il documento sottolinea come le Province siano necessarie per garantire la coerenza tra programmazione regionale e esigenze dei comuni, per l’adeguato esercizio di funzioni comunali e per sostenere la capacità amministrativa degli enti locali, soprattutto di quelli più piccoli e fragili.

La consapevolezza della necessità di fare sistema tra gli enti territoriali è espressione di una cultura istituzionale che valorizza l’articolazione della Repubblica in chiave collaborativa, in coerenza con i principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”.

Gli obiettivi del documento

Il documento, che si inserisce nel percorso avviato con la proposta di riordino presentata dall’UPI nell’aprile 2025 e con il documento congiunto del febbraio 2026, conferma la volontà di Regioni e Province di proseguire nel confronto attraverso un metodo di cooperazione istituzionale.

Il Protocollo si presenta come cornice stabile per il confronto sul ruolo delle Province e sul riassetto delle funzioni di area vasta.

Tra le azioni indicate: sedi stabili di dialogo tra i livelli istituzionali, una ricognizione condivisa delle funzioni riallocate dopo la legge 56/2014, l’individuazione di quelle che, per dimensione territoriale, specializzazione tecnica o economie di scala, sono meglio esercitabili a livello provinciale, la valorizzazione delle Province come supporto ai Comuni più piccoli.
Raccomandato anche lo scambio delle buone pratiche maturate nei diversi contesti regionali, affinché sia raggiunta la coerenza che serve tra funzioni attribuite, risorse, personale e capacità amministrativa, anche attraverso strumenti di monitoraggio periodico e il rafforzamento della capacità di governo delle Province.

Il documento siglato dal Presidente Lattuca e dal Presidente Fedriga

Documento UPI Conferenza delle Regioni siglato

Progetto P.A.C.T.: presentati i risultati dell’Indagine qualitativa sugli investimenti nelle infrastrutture stradali del Mezzogiorno

Si è svolto il 24 settembre scorso in modalità di videoconferenza il webinar di restituzione dei dati dell’indagine qualitativa curata dal Politecnico di Bari sugli investimenti nelle infrastrutture stradali del Mezzogiorno, organizzato nell’ambito del progetto P.A.C.T. “Province Attive per la Crescita dei Territori”. L’incontro ha visto il coinvolgimento delle Province interessate, con la partecipazione diretta di dirigenti e funzionari tecnici.

 

I dati emersi

L’analisi traccia un quadro dettagliato del settore evidenziandone le criticità:

  • Carenza di personale: Il 100% degli enti segnala un organico quantitativamente insufficiente rispetto ai carichi di lavoro.
  • Digitalizzazione e dati: alcune province non dispongono di un catasto stradale completo e informatizzato. I dati su traffico e GIS non entrano ancora in modo continuativo nei processi decisionali.
  • Manutenzione e sicurezza: le priorità di intervento riguardano principalmente pavimentazioni, barriere di sicurezza e viadotti.
  • Programmazione e risorse: pur utilizzandosi regolarmente i programmi triennali, le scelte sono spesso guidate dalle urgenze o dalla discontinuità delle risorse.

 

I nodi su cui intervenire:

– la carenza di personale

– le priorità date agli interventi urgenti e alle scadenze dei finanziamenti

– la moltitudine di piattaforme

– l’assenza di modulistica standardizzata

– l’assenza di un costante aggiornamento e coordinamento delle varie risorse

 

Richieste dalle Province

  • Le Province chiedono linee guida, modelli standard e supporto tecnico.
  • 21 province chiedono una determina tipo e 20 un disciplinare: il kit deve essere pronto da adattare e aggiornare.

 

Output PACT

  • Il report di analisi, che organizza le evidenze aggregate dell’indagine.
  • I modelli di gestione che traducono tali evidenze in strumenti per le priorità, la manutenzione, i dati, la governance e gli atti.
  • Il supporto specialistico, che accompagna l’applicazione su casi concreti.
  • Il report di accompagnamento, che documenta i risultati.

 

 

Obiettivo Target: ridurre del 30% i tempi di realizzazione della manutenzione stradale provinciale. Il percorso prosegue con la valorizzazione delle buone pratiche territoriali in vista dell’evento in presenza previsto per l’8 ottobre a Bari.

 

In allegato le slides presentate.

PACT_Webinar_sintesi_indagine_infrastrutture_24_09_2026_rev_M8_LPP

 

Redattore: Redazione UPI

 

 

Progetto P.A.C.T.: presentato il webinar sui cruscotti dati dell’Osservatorio Province per la programmazione e il monitoraggio delle province

Nell’ambito del Progetto P.A.C.T. – Province attive per la crescita dei territori, si è tenuto il 25 settembre 2026 il webinar istituzionale condotto da Sciamlab dedicato alla presentazione dei cruscotti dati dell’Osservatorio Province, dal titolo “Cruscotti Dati Appalti, Qualificazione e Investimenti Provinciali”.

L’Osservatorio dati delle Province (https://provinceditalia.it/osservatorio-province) rappresenta un ambiente di lavoro e consultazione messo a disposizione da UPI e dedicato alla raccolta, analisi e visualizzazione dei dati strategici relativi alle attività e ai settori di competenza delle Province italiane. L’obiettivo è mettere a disposizione delle amministrazioni e dei cittadini uno strumento trasparente, aggiornato e facilmente consultabile, a supporto della programmazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche pubbliche territoriali. L’Osservatorio è  un sistema dinamico di supporto alle decisioni pubbliche declinate territorialmente sulle singole Province, a cui offre cruscotti interattivi tematici, progettati per fornire informazioni di immediata utilità operativa e gestionale

I lavori sono stati aperti da Gaetano Palombelli (UPI), che ha sottolineato come la raccolta e la rielaborazione dei dati costituiscano una leva strategica fondamentale per la programmazione e l’assistenza tecnica ed amministrativa sul territorio.

A dodici anni dalla Legge Delrio, l’Osservatorio punta a superare i tempi della statistica tradizionale integrando flussi di dati amministrativi dinamici, come quelli della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici di ANAC.

Tra le priorità emerge il ruolo delle Province come hub informativi e Centrali Uniche di Committenza (CUC) a supporto dei Comuni convenzionati.

Nel corso del webinar, i relatori di Sciamlab hanno illustrato la struttura e le funzionalità dei tre cruscotti principali:

  • Qualificazione Stazioni Appaltanti: aggiornato quotidianamente tramite ANAC, monitora i livelli di qualificazione, i punteggi analitici e gli enti convenzionati, permettendo di individuare e supportare le amministrazioni in difficoltà.
  • Appalti: con aggiornamenti mensile, consente di analizzare gare, tempistiche, procedure e l’operatività conto terzi per i Comuni.
  • Investimenti PNRR e PNC: integra le banche dati ReGiS ed ANAC per il monitoraggio dello stato di avanzamento delle opere, in particolare su edilizia scolastica e viabilità.

I prossimi passi del progetto prevedono laboratori operativi con Province pilota per affinare gli strumenti e un incontro sui temi degli appalti il prossimo 11 novembre 2026 a Cosenza.

In allegato le slides presentate dai relatori.

PACT_SciamLab_CRUSCOTTI_UPI_25_Settembre_2026_V1 – Presentazioni Google

Redattore: Redazione UPI

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