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Salute e Sicurezza sul lavoro, la Provincia di Forlì-Cesena riunisce il Tavolo territoriale

Si è riunito ieri, presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena, il “Tavolo per la Salute e la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro”. L’organismo, previsto dalla DGR regionale 1533/2022 e coordinato dalla Provincia, vede la partecipazione attiva di istituzioni, enti, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e soggetti in prima linea nella prevenzione e tutela della sicurezza dei lavoratori.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati INAIL aggregati relativi all’andamento delle denunce di infortunio sul lavoro e in itinere e di malattie professionali nel territorio provinciale, oltre al primo bilancio del progetto “Legalità e Sicurezza – Percorso formativo per i lavoratori di domani”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia.

I dati sugli infortuni sul lavoro

Secondo i dati illustrati dal Direttore territoriale INAIL Forlì-Cesena e Rimini dott. Francesco Massarenti, nel 2025 in provincia di Forlì-Cesena si è riscontrato un andamento delle denunce di infortunio sul lavoro (7.236, con un aumento del 6,06% rispetto al 2024) e delle denunce di infortuni mortali (passate da 8 a 17 casi nel biennio considerato), il cui incremento risulta ascrivibile in ampia misura al fenomeno infortunistico relativo al tragitto casa-lavoro (c.d. infortuni in itinere).
Crescono inoltre le denunce di malattie professionali, su scala territoriale e regionale, in linea con la tendenza riscontrata a livello nazionale.

Il progetto formativo della Provinca nelle scuole superiori

Particolare attenzione è stata dedicata al progetto educativo promosso dalla Provincia insieme ai partner territoriali nell’ambito del protocollo sottoscritto il 9 giugno 2025.  L’iniziativa, rivolta agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori e degli enti di formazione professionale, ha l’obiettivo di promuovere consapevolezza sui diritti dei lavoratori, sui temi della sicurezza e della prevenzione dei rischi, favorendo un ingresso più consapevole nel mondo del lavoro.  Nel primo anno di attività il progetto ha coinvolto 3 istituti del territorio, 8 classi e 135 studenti.  I moduli formativi hanno affrontato temi legati alla legalità nel lavoro, alla lettura della busta paga, ai diritti contrattuali, alla prevenzione degli infortuni e alla percezione del rischio, grazie al contributo di INAIL, AUSL Romagna, organizzazioni sindacali, Agenzia regionale per il lavoro e ANMIL.

Il commento del Presidente della Provincia di Forlì-Cesena

“Grazie alla disponibilità del dottor Francesco Massarenti, Direttore di INAIL – commenta Enzo Lattuca Presidente della Provincia – i componenti del Tavolo provinciale hanno potuto confrontarsi in anteprima sui dati aggregati relativi a infortuni e malattie professionali nel nostro territorio. Anche se il rapporto annuale ufficiale verrà presentato in autunno, questo momento di analisi anticipata è stato fondamentale per avviare un confronto approfondito e franco sullo stato della sicurezza sul lavoro nella nostra provincia.  La triste realtà dei fatti ci impone di non abbassare la guardia. In autunno proporremo al tavolo dei focus specifici di analisi suoi settori produttivi maggiormente esposti come edilizia e agricoltura. Allo stesso tempo – aggiunge Lattuca – accogliamo con favore i dati sui risultati del percorso formativo avviato nelle scuole: il bilancio di questo primo anno è assolutamente positivo e, insieme a tutti i partner, siamo già al lavoro per riproporre e potenziare il progetto per l’anno scolastico 2026/2027.”

 

 

Il Presidente della Provincia di Treviso visita le scuole superiori: sopralluoghi per verificare le necessità

Proseguono le visite del presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel, negli istituti scolastici superiori del territorio: dopo le tappe nei mesi scorsi nell’Opitergino-Mottense, a Treviso e a Vittorio Veneto, oggi i sopralluoghi hanno interessato le scuole superiori di Montebelluna. Le visite del presidente, di carattere informale, rappresentano un’occasione di confronto diretto con dirigenti scolastici, docenti e studenti, oltre che un momento utile per fare il punto sugli investimenti realizzati dalla Provincia e sui prossimi interventi in programma negli edifici scolastici.

I licei visitati

La mattinata è iniziata al Liceo Levi, dove il presidente Donadel ha incontrato il dirigente scolastico Ezio Toffano. Durante il sopralluogo sono stati ripercorsi gli investimenti realizzati negli anni nella sede di via Sansovino, edificio provinciale inaugurato nel 2015 e caratterizzato da elevati standard antisismici ed energetici, grazie all’utilizzo di impianti fotovoltaici e sonde geotermiche. Per l’estate 2026 la Provincia ha già programmato nuovi lavori per circa 35.000 euro, che riguarderanno l’acquisto di una nuova pompa geotermica di backup per garantire la continuità del servizio di riscaldamento e raffrescamento, oltre agli interventi di relamping delle aule e dell’illuminazione di sicurezza con nuove tecnologie a LED.

Le visite sono poi proseguite all’Istituto Einaudi-Scarpa, insieme al dirigente scolastico Massimo Ballon. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi finanziati attraverso il PNRR per la manutenzione straordinaria della copertura e dei lucernari della sede Einaudi, con opere di impermeabilizzazione, miglioramento dell’isolamento termico e sostituzione dei frangisole, per un investimento complessivo di oltre 359.000 euro. Il presidente ha inoltre visitato la sede dello Scarpa di via Biagi, soffermandosi sui laboratori e sugli spazi della nuova struttura scolastica inaugurata nel 2023, realizzata dalla Provincia con un investimento superiore agli 11 milioni di euro. Durante l’estate sono previsti ulteriori lavori di motorizzazione dei serramenti delle officine della sede dell’Istituto Scarpa di via Biagi per un valore di circa 30.000 euro.

Tappa successiva al Liceo Veronese, dove il presidente Donadel ha incontrato il dirigente scolastico Massimo D’Ambroso e il sindaco del Comune di Montebelluna Adalberto Bordin. Qui il sopralluogo si è concentrato in particolare sul nuovo edificio realizzato nell’ambito del primo stralcio dei lavori di adeguamento sismico finanziati con fondi PNRR: un investimento complessivo di oltre 4,7 milioni di euro che ha consentito la costruzione di nuovi spazi didattici moderni e sicuri. Parallelamente, la Provincia sta proseguendo l’iter tecnico, con la verifica del progetto esecutivo, per il secondo stralcio dell’intervento, del valore complessivo di oltre 6 milioni di euro (in attesa di finanziamento). In estate saranno completate le ultime lavorazioni per la realizzazione delle aree verdi del Liceo, per un valore di circa 115.000 euro.

La visita si è conclusa negli spazi condivisi tra l’Istituto Scarpa e l’IPSSEOA Maffioli di Montebelluna, dove il presidente ha incontrato anche la dirigente scolastica Simona Caciotti. Per il Maffioli, oltre alla realizzazione della nuova sede scolastica, sono stati completati ulteriori interventi finanziati con fondi PNRR per la creazione di nuovi laboratori di cucina e spazi didattici dedicati all’accoglienza turistica, per un investimento PNRR complessivo superiore ai 2,5 milioni di euro.

Il commento del Presidente della Provincia di Treviso

«Le visite nelle scuole superiori del territorio sono momenti importanti di ascolto e confronto con le comunità scolastiche – sottolinea Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – perché permettono di verificare direttamente le esigenze degli istituti, valorizzare i lavori già realizzati e programmare nuovi interventi. A Montebelluna la Provincia ha già investito fino a oggi 18 milioni: ho trovato scuole dinamiche, ben organizzate e fortemente orientate all’innovazione, sia dal punto di vista didattico che strutturale. Proprio quest’estate, interverremo con migliorie di manutenzione e miglioramento tecnologico per altri 180.000 euro: una nuova pompa geotermica al Levi, la motorizzazione dei serramenti nelle officine dell’IS Scarpa e il completamento delle aree verdi negli spazi del nuovo Veronese, che inaugureremo con ragazze e ragazzi, che già studiano all’interno dell’Istituto, a settembre per celebrare insieme l’avvio del nuovo anno scolastico. La Provincia continuerà a lavorare in questa direzione, al fianco delle giovani generazioni sempre guardando al miglioramento del patrimonio scolastico del nostro territorio».

Nei mesi estivi la Provincia realizzerà nuove migliorie per 180.000 euro per impianti termici, motorizzazione serramenti e aree verdi.

 

 

La Provincia di Lucca protagonista in Europa per la riforma delle autonomie locali

Continua l’impegno e il riconoscimento internazionale della Provincia di Lucca nei processi di governance multilivello e di coesione territoriale nell’ambito dell’Unione Europea. Una delegazione dell’ente di Palazzo Ducale ha preso parte oggi, martedì 19 maggio 2026, a un importante vertice internazionale a Chișinău, capitale della Repubblica di Moldova, stato formalmente designato e incamminato a divenire membro a tutti gli effetti dell’Unione Europea.

La delegazione lucchese era composta da Luca Menesini, consigliere provinciale delegato agli Affari Europei e membro del Comitato delle Regioni di Bruxelles, e dal dirigente dell’Ufficio Europa della Provincia, Paolo Benedetti. I rappresentanti di Palazzo Ducale hanno contribuito ai lavori del convegno incentrato sul tema della riforma degli enti locali intermedi, svoltosi nella Partnership hall all’interno della Government House moldava.

“La giornata di oggi – commenta il consigliere Luca Menesini – evidenzia l’importanza strategica del ruolo delle Province nelle politiche europee, sia per la definizione degli obiettivi di sviluppo (piano strategico), che nell’attrazione di finanziamenti a sostegno dell’intero territorio. La Moldavia è in un processo di riforma delle autonomie locali che dà centralità ai Comuni e alle Province come enti vicini ai cittadini e che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita delle comunità locali”.

L’incontro odierno ha visto la Cancelleria di Stato della Repubblica di Moldova dialogare direttamente con la delegazione della CEPLI (Confederazione Europea delle Autonomie Locali Intermedie), la prima e più grande rete europea che riunisce le associazioni nazionali di 7 Paesi membri (Italia, Belgio, Francia, Germania, Polonia, Romania e Spagna), rappresentando circa 900 province, contee, dipartimenti, powiats, landkreise e rayons.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Unione dei Consigli distrettuali della Moldova (UCRM – membro osservatore di CEPLI), si è posto l’obiettivo strategico di rafforzare il dialogo sulle politiche pubbliche legate alla riforma della pubblica amministrazione locale e sul relativo “LPA Reform Concept”, focalizzandosi sul consolidamento della coesione territoriale e sullo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri dell’UE e le autorità moldave.

Fondata nel 2008, la CEPLI opera per il rispetto rigoroso del principio di sussidiarietà e per uno sviluppo locale sostenibile che metta al centro il cittadino e la prossimità comunitaria. La partecipazione della Provincia di Lucca assume un valore doppiamente strategico: da un lato conferma la centralità e il know-how dell’ente di Palazzo Ducale nelle dinamiche di governance multilivello, dall’altro valorizza l’esperienza italiana nel quadro della riforma istituzionale che la Moldova sta implementando per allinearsi agli standard comunitari, capitalizzando l’expertise tecnica e istituzionale di CEPLI.

Con questa missione, la Provincia di Lucca si riafferma come un ponte fondamentale tra la dimensione locale e le grandi istituzioni europee, esportando modelli di eccellenza amministrativa e supportando attivamente i processi di integrazione dei nuovi Stati partner nel tessuto democratico dell’Unione Europea.

Porto di Manfredonia: consegnati all’Autorità portiale gli impianti realizzati dalla Provincia di Foggia

Si è concluso ieri, con la firma del verbale di consegna, un percorso avviato oltre vent’anni fa: la Provincia di Foggia ha formalmente trasferito all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) gli impianti di distribuzione di acqua potabile, di raccolta e trattamento di acque di sentina e di raccolta delle acque nere realizzati nel porto commerciale di Manfredonia.

La cerimonia di consegna si è svolta presso gli uffici di Manfredonia dell’AdSPMAM, alla presenza dei rappresentanti della Provincia di Foggia, del Comune di Manfredonia, dell’Autorità portuale e della Regione Puglia.

Gli impianti — costruiti tra il febbraio 2008 e il febbraio 2009 nell’ambito del POR Puglia 2006 — comprendono le centrali idriche con gruppo di pressurizzazione, la rete di distribuzione dell’acqua potabile, le centrali di aspirazione delle acque nere e di sentina, i disoleatori e la rete del vuoto. Con la sottoscrizione del verbale, l’AdSPMAM assume la piena responsabilità di gestione e manutenzione degli impianti, garantendo al porto commerciale dotazioni fondamentali per la tutela ambientale e per l’operatività della flotta peschereccia.

Il commento del Presidente della Provincia di Foggia

«Con questo atto portiamo a compimento un impegno che la Provincia ha assunto nei confronti del territorio e della comunità portuale di Manfredonia. Infrastrutture moderne e funzionanti sono la condizione indispensabile per uno sviluppo sostenibile delle attività marittime e per la tutela dell’ambiente marino» ha dichiarato il Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Foggia, Ing.Antonello De Stasio.

Sulla stessa linea il Presidente dell’AdSPMAM Francesco Mastro: «Non si tratta soltanto di impianti tecnici, ma di servizi importanti per il comparto della pesca e non solo. Questo passaggio consentirà di affidare la gestione del servizio idrico ed elettrico, migliorando l’operatività dello scalo: un risultato da tempo atteso dai pescatori.» Il Sindaco di Manfredonia Domenico la Marca ha aggiunto: «Come amministrazione abbiamo seguito questa vicenda sin dal nostro insediamento. Il porto commerciale potrà ora contare su servizi fondamentali per la marineria, migliorando le condizioni di lavoro del comparto pesca. Ringrazio la Provincia di Foggia, la Regione Puglia e l’Autorità di Sistema Portuale per il lavoro svolto in questi anni.»

 

Ecco i tavoli di lavoro di P.A.C.T. Province Attive per la Crescita dei Territori

Si svolgeranno il 19 e 20 maggio da remoto, nell’ambito del Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE, i primi tavoli di lavoro dedicati alle tematiche oggetto di intervento:

  • Stazioni Uniche Appaltanti
  • Investimenti sulle Strade
  • Pianificazione Strategica

I partecipanti

Gli incontri, che saranno coordinati da UPI in collaborazione con le Università/Centri di ricerca e con gli esperti incaricati delle attività tecniche relative ai tre settori, rappresentano un momento fondamentale di ascolto e co-progettazione con tutte le 29 Province coinvolte.

Essendo propedeutici all’avvio della fase di indagine, saranno l’occasione per far emergere le esperienze, le best practices e le criticità di ciascuna Provincia nei tre ambiti di intervento del progetto.

Obiettivi

Il confronto mira a:

  • Condividere esperienze e buone pratiche già in essere nelle vostre Province
  • Far emergere bisogni e criticità
  • Contribuire alla definizione dei questionari di mappatura
  • Entrare a far parte delle Community di pratica tematiche

Il Presidente della Provincia di Trapani commenta gli 80 anni dello Stauto Siciliano

“Ottant’anni che si fanno sentire, portati male, con troppe incertezze, con l’incapacità politica e storica di costruire una Sicilia moderna, efficiente ed efficace, puntando sullo Statuto Speciale”.

E’ il commento del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, in occasione della celebrazione degli 80 anni dallo Statuto Speciale della Regione Sicilia.

“Uno strumento che poneva la sfida del cambiamento, collettiva e condivisa. Ma anche ottant’anni che continuano a segnare un percorso di crescita che può essere seguito, con impegno politico, con spirito unitario. Lo Statuto rimane un punto di riferimento. Nonostante tutto sa ancora parlare al nostro futuro. Va letto, studiato, collegato al nostro tempo. Ma prima ancora va rispettato – aggiunge Quinci.

“Spesso – sottolinea il Presidente – le istituzioni siciliane si sono girate dall’altra parte, allontanando anche le nostre comunità. Lo Statuto rappresenta una Sicilia che non è mai nata. Certo, sono stati fatti tanti passi avanti, ma il sistema dell’autonomia è rimasto fragile, contraddittorio, condizionato da scelte politiche che si sono sviluppate altrove. Lo Statuto va applicato ed invece le dinamiche di governo e parlamentari dell’Isola hanno assunto, più volte, la scorciatoia delle decisioni compromissorie. La forma, le norme, hanno il diritto-dovere di trasformarsi in scelte sostanziali, in scelte di campo con riscontri concreti per le comunità, senza posizioni ambigue. In queste ore di riflessione e di riconoscimento per il nostro Statuto abbiamo registrato l’ennesimo passo falso”

Le Province nello Statuto

“L’articolo 15 dello Statuto – ricorda il Presidente Quinci – sottolinea e ribadisce il ruolo centrale nell’ordinamento degli enti locali siciliani dei Liberi Consorzi Comunali, ma è un ruolo che viene negato dall’Assemblea regionale siciliana. La bocciatura della norma sullo status degli amministratori degli Enti di Area Vasta ha sicuramente un effetto negativo reale facilmente verificabile, ma è soprattutto simbolica. Si tratta di un messaggio forte e chiaro: non c’è la volontà di dare spazio ed agibilità istituzionale e politica ai Liberi Consorzi. Le ex Province regionali vengono tenute in un limbo che porterà al loro progressivo fallimento”.

Le criticità

“Da tempo abbiamo indicato i punti critici – spiega Quinci –  tante funzioni e risorse insufficienti, nessuna risposta sui decreti attuativi, assoluta incertezza nella gestione del personale, difficoltà a fare sintesi come Enti di coordinamento e non ultimo l’indifferenza alla dignità dello status degli amministratori che sono chiamati a svolgere la loro attività istituzionale pagandola di tasca propria. Celebriamo dunque gli ottant’anni del nostro Statuto ma proviamo ad averne riguardo, ad onorare la nostra autonomia assumendoci la responsabilità di applicarlo in tutte le sue parti. Basta leggerlo ed essere conseguenti: liberi nel pensiero e pronti nell’azione”.

 

Enzo Lattuca è il nuovo Presidente dell’UPI. Il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena eletto all’unanimità

È Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

A eleggerlo all’unanimità e per acclamazione gli oltre 200 delegati, tra Presidenti e Consiglieri Provinciali, provenienti da tutte le 88 Province italiane, riuniti oggi a Roma in occasione della 36° Assemblea Congressuale UPI.

LE PRIORITA’ DI MANDATO

“Sono fermamente convinto che le Provincie siano la cerniera del Paese, le istituzioni che tengono insieme piccoli comuni e grandi città, ma dopo più di dieci anni dalla riforma che ha destrutturato le Province, è il momento di uscire dal limbo, come ha detto il Presidente della Repubblica alla nostra passata Assemblea. Indebolire le Province ha creato danni enormi e i cittadini, soprattutto quelli dei piccoli comuni e delle aree interne, hanno pagato un prezzo ingiustificabile con la perdita di diritti e l’aumento delle diseguaglianze.  In questo ultimo scorcio di legislatura dobbiamo essere realistici: servono alcuni interventi mirati, per dare stabilità alle Province.  Chiediamo a Governo e Parlamento di cancellare la norma assurda che differenzia la durata dei mandati dei Consigli Provinciali e dei Presidenti di Provincia, che tra l’altro ci costringe a ripetere più volte l’anno i turni elettorali. Sul fronte delle risorse, chiariamo da subito che non siamo in grado di sostenere alcun taglio ai nostri bilanci, che già ora sono in condizioni critiche. La presenza e gli interventi dei rappresentanti degli enti locali dei partiti ai lavori di questa Assemblea ci fa ben sperare sulla volontà delle forze parlamentari di sostenerci in questo percorso – ha detto il Presidente Lattuca appena eletto.

“Le nostre comunità, i territori che amministriamo – ha aggiunto – hanno bisogno di sistemi territoriali fortemente integrati, per non lasciare indietro nessuno. Per questo, tra i primi impegni della nuova Presidenza chiederemo al Presidente di ANCI, Gaetano Manfredi, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, di incontrarci per condividere i nostri punti programmatici e consolidare le associazioni di rappresentanza dei territori”.

CHI È ENZO LATTUCA

Enzo Lattuca è nato a Cesena il 9 febbraio del 1988 ed è padre di due figli. Nel 2012 si laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, discutendo una tesi in Diritto costituzionale dal titolo “I poteri del Presidente della Repubblica nella formazione, nelle crisi e nell’attività del Governo” e nel 2017 – sempre presso l’Università di Bologna – consegue il titolo di Dottore di ricerca in Diritto costituzionale, discutendo una tesi su “Il diritto parlamentare, studio della prassi della XVII Legislatura della Camera dei Deputati”. È avvocato dal 2020.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del PD e prosegue il suo incarico parlamentare per tutta la XVII Legislatura come componente della I Commissione Affari costituzionali e della Giunta delle elezioni.

Nel 2019 viene eletto per la prima volta Sindaco di Cesena, carica che vince per il secondo mandato nel 2024.

Nel 2021 viene eletto Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, carica che gli è stata riconfermata nelle elezioni del 15 marzo 2026.

 

 

 

Riordino territoriale, Zanni: “Dalle Province dell’Emilia-Romagna un segnale importante al legislatore nazionale”

Dopo la tappa modenese della mattina, è proseguito nel pomeriggio di martedì 19 maggio, al Tecnopolo di Reggio Emilia, il percorso di confronto promosso dalla Regione Emilia-Romagna sul riordino territoriale, con il coinvolgimento delle Province, dei Comuni, delle Unioni e dei rappresentanti economici, sociali e istituzionali del territorio.

All’incontro ha preso parte anche il presidente di UPI Emilia-Romagna e presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, che ha sottolineato il valore del percorso avviato insieme alla Regione, richiamando però la necessità di collocarlo dentro una prospettiva nazionale.

Il commento del Presidente di UPI Emilia-Romagna

“Si riordina ciò che è in disordine – ha dichiarato Zanni – e dopo oltre dieci anni dalla legge 56 del 2014 è evidente che il sistema delle Province sia ancora dentro un quadro incompiuto. Le Province esistono, svolgono funzioni fondamentali per cittadini, imprese e comunità, a partire da quelle medio-piccole e dalle aree interne del Paese, dove vive e lavora una parte fondamentale delle nostre comunità.

Le Province esercitano ancora oggi funzioni importanti che vanno dalle infrastrutture provinciali alle scuole superiori, passando per decine di servizi forniti ai Comuni, funzioni svolte nonostante un assetto istituzionale e risorse inadeguate, una fotografia che richiama quel ‘limbo istituzionale’ che lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indicato come una condizione da superare al più presto”.

Per Zanni, il percorso avviato in Emilia-Romagna rappresenta una scelta importante perché mette attorno allo stesso tavolo istituzioni e territori, con un metodo di confronto ampio, che parte dagli amministratori locali e si allarga all’intera comunità territoriale: sindacati, associazioni datoriali, Ausl e realtà rappresentative del territorio.

“L’obiettivo – ha proseguito – è garantire pari opportunità, pari servizi e pari capacità di rappresentanza ai cittadini che vivono nei diversi territori dell’Emilia-Romagna, a partire dalle aree a più alta complessità, segnate da fragilità sociali, economiche o orografiche, dai Comuni più piccoli e dalle aree interne e montane.

Un sistema istituzionale adeguato, chiaro e codificato, al passo con le sfide globali che dobbiamo saper leggere e affrontare insieme, è un sistema capace di ridisegnarsi per migliorare i servizi a cittadini, comunità, imprese e lavoratori”.

Il presidente di UPI Emilia-Romagna ha evidenziato anche il ruolo che le Province continuano a svolgere come Casa dei Comuni, attraverso funzioni di supporto, coordinamento e servizio agli enti locali.

“Nei fatti le Province – ha aggiunto Zanni – hanno esercitato in questi ultimi anni un protagonismo, verso Comuni e comunità, che va ben oltre le competenze assegnate loro dall’attuale ordinamento nazionale.

Penso, ad esempio, alle Stazioni Uniche Appaltanti, al servizio di avvocatura, all’antisismica, ai servizi informatici, all’ufficio che si occupa delle verifiche sui protocolli di antimafia e legalità, tutti servizi di cui fruiscono i Comuni della nostra provincia.

Allo stesso modo, penso ci sia bisogno di riordinare anche le diverse sedi di confronto tra sindaci che negli anni si sono stratificate su molti ambiti: dai trasporti alla sanità, dall’agenzia per la casa ai rifiuti.

Sono esperienze concrete che dimostrano come l’ente provinciale possa essere uno strumento prezioso per rafforzare i territori e rappresentare la loro voce, soprattutto quando i singoli Comuni non hanno da soli tutte le competenze, la voce e le risorse necessarie”.

Secondo Zanni, il riordino deve servire anche a chiarire i rapporti tra Regione, Province, Comuni, Unioni e agenzie regionali, superando una fase in cui molte relazioni istituzionali sono rimaste affidate più alla buona volontà dei singoli che a un quadro stabile e codificato.

“Non possiamo fondare il funzionamento delle istituzioni solo sulla buona volontà, sulla moral suasion o sulla qualità dei rapporti personali tra amministratori – ha sottolineato –. Serve un sistema che dica con chiarezza chi fa che cosa, con quali strumenti, con quali risorse e con quali responsabilità. Solo così possiamo rendere più efficiente il rapporto tra istituzioni e più forte la capacità dei territori di incidere sulle scelte che li riguardano”.

Il percorso emiliano-romagnolo, per UPI Emilia-Romagna, può dunque rappresentare un contributo utile e avanzato, ma non può sostituire la necessità di una riforma organica a livello statale.

“Il nostro obiettivo non è tornare alle Province pre-riforma in Emilia-Romagna, né costruire un modello diverso di Provincia per ogni Regione del Paese: sarebbe una follia. L’obiettivo è riordinare i rapporti tra Regione Emilia-Romagna e Province emiliano-romagnole, valorizzando ciò che qui è stato costruito negli anni e stimolando il legislatore nazionale a definire al più presto un modello unico e chiaro per tutte le Province italiane, con risorse, funzioni e competenze adeguate, superando il limbo istituzionale degli ultimi dieci anni e restituendo a tutto il Paese un assetto chiaro, omogeneo e stabile”.

 

Congresso UPI: votati i punti programmatici per la fine della legislatura:interventi mirati per consolidare le Province

 

Un quadro normativo certo che valorizzi le funzioni delle Province e un sistema elettorale pienamente rappresentativo di una istituzione costitutiva della Repubblica; risorse adeguate e rispondenti ad assicurare il pieno esercizio delle funzioni e a garantire diritti e servizi alle comunità rappresentate; un’organizzazione amministrativa efficiente con un personale adeguato allo svolgimento dei compiti assegnati.

Sono queste le premesse politiche alla base del documento “Punti programmatici per la fine della legislatura” approvati all’unanimità dall’Assemblea generale UPI, riunita a Roma per eleggere il nuovo Presidente UPI.

I NODI DA RISOLVERE

Il documento, votato dagli oltre duecento delegati, Presidenti e consiglieri delle 88 Province italiane, fissa alcuni punti su cui si impegna la nuova presidenza UPI, partendo dalla consapevolezza che l’approssimarsi della fine del mandato non consente né al Governo né al Parlamento di realizzare una riforma organica della Legge Delrio o del TUEL. Per questo tra i punti programmatici si chiede che, nel tempo rimasto, almeno si facciano alcuni interventi mirati al consolidamento delle Province nel primo provvedimento normativo utile, a partire dal riallineamento delle scadenze dei mandati degli organi, per superare la confusione attuale e dalla reintroduzione della Giunta provinciale, per consentire un funzionale governo collegiale dell’ente.

Quanto alla prossima Legge di Bilancio, l’Assemblea Generale UPI chiede che sia garantita la stabilità finanziaria delle Province e sia valorizzata la capacità di spesa per investimenti per la messa in sicurezza e la manutenzione delle scuole secondarie superiori e della viabilità provinciale.

Tra i punti programmatici, uno è espressamente dedicato alle Province delle Regioni a Statuto speciale, Sicilia e Sardegna che, a seguito delle elezioni, dopo quattordici anni di commissariamento hanno urgenza di essere ricostruite dal punto di vista delle funzioni, del personale e delle risorse finanziarie.

IL DOCUMENTO

Il documento approvato Punti programmatici assemblea generale 2026

Verso l’Assemblea Generale: il Direttivo UPI approva i punti programmatici

Continua il percorso verso l’Assemblea generale delle Province italiane, che si terrà il 13 maggio prossimo a Roma e che si concluderà con l’elezione del nuovo Presidente UPI.

Un appuntamento, dunque, strategico, nel quale oltre alla ridefinizione del quadro di governo di UPI, sarà indicato il percorso che l’Associazione seguirà, nel breve e lungo termine.

Per questo il Comitato direttivo  che è l’organo che definisce la linea politica dell’Unione, ha approvato ieri il documento “Punti programmatici per l’Assemblea generale” che sarà portato alla discussione  degli oltre duecento delegati da tutte le Province italiane e alla cui base si pone chiaramente l’indicazione a proseguire con determinazione nelle azioni e iniziative volte a garantire alle Province il pieno riconoscimento del loro ruolo nel sistema istituzionale del Paese.

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Al via P.AC.T.: la Provincia protagonista dello sviluppo locale

Lavorare per costruire una nuova Provincia, che si ponga come hub di innovazione territoriale, protagonista dello sviluppo locale.

Questa la scommessa del Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE, presentato oggi in un webinar che ha coinvolto oltre duecento interessati.

P.A.C.T. è promosso dall’Unione Province d’Italia con l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa delle 29 Province afferenti alle sette (7) Regioni beneficiarie del PN Capacità per la Coesione 2021-2027 (Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) in una logica di servizio ai Comuni dei territori.

P.A.C.T. è un progetto ambizioso che si avvarrà di un piano di lavoro flessibile articolato in tavoli di lavoro, sia rivolti a tutte le 29 Province, sia su base regionale, e nella creazione di reti dedicate composte da referenti operativi, con l’obiettivo di far emergere le buone pratiche esistenti e sviluppare modelli di gestione di tipo partecipativo da estendere a tutto il sistema delle 88 Province.

Gli obiettivi del Progetto

Obiettivi specifici del Progetto sono:

  • potenziare la funzione di Stazione Unica Appaltante nelle Province interessate;
  • supportare le Province nel rilancio degli investimenti, con particolare riguardo alla progettazione, gestione e realizzazione degli interventi sulle strade;
  • assistere le Province nello svolgimento della funzione di pianificazione strategica a supporto del territorio.

Il Webinar

Il webinar, a cui hanno partecipato i referenti delle 29 Province, ha visto gli interventi introduttivi del Direttore di UPI, Piero Antonelli, e dell’Autorità di gestione del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, Alessandra Augusto, la quale ha rimarcato il sostegno e forte interesse del Dipartimento per il Progetto UPI, che si pone in maniera strumentale, come cerniera tra i due cicli di programmazione europea.

Sono state poi illustrate le modalità di attuazione delle attività progettuali di indagine e accompagnamento relative ai tre settori.

Per la Pianificazione Strategica è intervenuto il Direttore della Svimez, Luca Bianchi, che ha presentato gli strumenti di lettura strutturata dei fabbisogni territoriali e di analisi previsti.

Per gli investimenti sulla viabilità, Michele Ottomanelli del Politecnico di Bari ha spiegato l’approccio metodologico per il rafforzamento della capacità di investimento sulle strade.

Infine, Vincenzo Fortunato del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali della Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università della Calabria e Alessio Dragoni di Sciamlab, sono intervenuti sul tema del potenziamento delle Stazioni appaltanti provinciali e sul monitoraggio del ciclo degli appalti.

Le relazioni illustrate

Piero Antonelli Direttore generale UPI 

Andrea Pacella Responsabile Progetti UPI 

Slide Progetto PACT_SVIMEZ

Slide Progetto PACT Unical

Slide Progetto PACT_POLIBA

Slide Progetto PACT _SciamLab

 

La Provincia di Vicenza “moltiplica” la sicurezza delle strade: dai risparmi di bilancio 3,6 milioni per i Comuni.

Oltre 12 milioni di euro in 2 anni per 52 interventi.

Un investimento massiccio per rendere le strade vicentine più sicure e rispondere con i fatti alle esigenze dei sindaci. La Provincia di Vicenza ha stanziato oltre 3,6 milioni di euro (€ 3.681.900,00) destinati a finanziare 14 interventi strategici sulla viabilità provinciale che attraversa i centri abitati di altrettanti Comuni vicentini.

Si tratta di risorse provenienti dall’avanzo di bilancio, frutto di una conduzione amministrativa seria e oculata, che l’Ente ha scelto di reinvestire immediatamente per supportare i Comuni nella risoluzione di criticità storiche.

Il piano di contributi si basa su una forte sinergia tra la Provincia e le amministrazioni locali. Il contributo provinciale agisce come un volano: coprendo una quota rilevante dell’opera, permette ai Comuni di investire proprie risorse per completare i progetti, generando un “effetto moltiplicatore” che raddoppia il valore reale dei cantieri aperti sul territorio. L’importo complessivo delle opere da realizzare ammonta infatti a 6.303.000 euro, con un contributo della Provincia che sfiora il 60%.

I 14 nuovi interventi finanziati

Gli interventi, approvati alla seduta del Consiglio Provinciale della scorsa settimana, toccano diversi ambiti della sicurezza viaria, con un’attenzione particolare ai punti neri della circolazione e ai percorsi protetti:

  • Messa in sicurezza strade e incroci: ad Asiago sono stati destinati 450.000 euro per l’incrocio tra la SP 76 Valgadena e via Ebene ; a Sarego 336.000 euro serviranno per l’intersezione tra la SP 18, via Roma e via Marona; a Villaga 146.400 euro per la riqualificazione dell’intersezione tra via Palladio e la SP8 Berico Euganea; a Cartigliano 140.000 euro per la messa in sicurezza della SP58; a Foza 126.000 euro per la messa in sicurezza delle SP 73 e 76; a Gambellara 210.000 euro sono destinati a via Calderina lungo la SP 22
  • Percorsi ciclopedonali: a Rosà un contributo di 230.000 euro permetterà di collegare la pista ciclabile esistente con la rotatoria di Ponte Paoletti lungo la SP 58 ; a Nanto sono previsti 311.500 euro per il collegamento tra il paese e la frazione di Ponte di Nanto.
  • Marciapiedi e pedoni: a Calvene è previsto un intervento da 360.000 euro per nuovi marciapiedi sulla SP 68 (via Bissoli, via Roma e via Divisione Julia); a Piovene Rocchette 180.000 euro saranno utilizzati per la messa in sicurezza della viabilità provinciale lungo le S.P. 349 e 350: rifacimento marciapiedi di via A. Rossi, ammodernamento impianto semaforico via Trieste – via A. Rossi/Roma e passaggi pedonali; a Lusiana Conco 450.000 euro per la messa in sicurezza della SP 72 con realizzazione di due tratti marciapiede nel centro abitato di Conco (Loc. Conco di sopra e Loc. Scocca); a Monte di Malo 240.000 euro per la realizzazione di attraversamenti pedonali semaforici lungo la SP124;
  • Servizi ai cittadini: ad Arcugnano il finanziamento di 270.000 euro riguarderà la viabilità di accesso e il parcheggio a servizio della sede municipale e della scuola “Foscolo” di Torri di Arcugnano, sulla SP 88 del Tormeno. Ad Altissimo lo stanziamento di 232.000 euro riguarderà la viabilità tra la SP 31 e via Molino con la creazione di un parcheggio di interscambio.

Oltre 12 milioni di euro di contributi in 2 anni

I contributi approvati dall’ultimo Consiglio Provinciale si aggiungono ad una lista che in due anni (2025 e 2026) arriva a contare 52 interventi su altrettanti Comuni vicentini per un totale di 12.106.179 euro di contributi (e un importo complessivo delle opere di 23.068.340 euro).

Massima attenzione all’utenza debole della strada, con marciapiedi, illuminazione, attraversamenti pedonali. E poi piste ciclabili, impianti semaforici e sistemazione delle intersezioni.

In sintesi, i contributi della Provincia finanziano:

  • 34 interventi a favore dei pedoni (es. marciapiedi, passaggi pedonali, sistemazione attraversamenti pedonali)
  • 29 riqualificazioni di strade e aree (es. illuminazione, arredo urbano, fermata autobus)
  • 13 nuovi tratti di piste ciclabili
  • 9 rotatorie e sistemazioni incroci
  • 7 interventi di controllo della velocità (es. dissuasori elettronici di velocità, dispositivi di rilevamento della velocità)
  • 5 impianti semaforici
  • 4 parcheggi

Il commento del Presidente della Provincia

“La Provincia conferma la sua missione di “Casa dei Comuni” -sottolinea Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza– Grazie a un bilancio solido e virtuoso, oggi restituiamo al territorio risorse concrete. Non si tratta solo di cantieri, ma di un ascolto attivo delle esigenze dei Sindaci che ogni giorno vivono le criticità delle loro strade. Essere al fianco delle amministrazioni locali significa aiutarle a realizzare quelle opere attese da anni che cambiano la sicurezza quotidiana dei nostri cittadini».

Il commento dei consiglieri delegati

“Questo piano di contributi è la dimostrazione di una Provincia che sa ascoltare le comunità locali -ribadisce Maria Cristina Franco, consigliera provinciale con delega alla Viabilità Nord Est– Abbiamo dialogato con le amministrazioni per individuare i punti più critici, con un’attenzione particolare agli utenti deboli della strada, come pedoni e ciclisti. Realizzare tratti di marciapiede protetti, mettere in sicurezza incroci, collegare piste ciclabili, significa migliorare concretamente la qualità della vita quotidiana nei nostri centri. Siamo al fianco dei sindaci non solo a parole, ma con risorse certe e tempi rapidi.”

 

“Molti dei Comuni beneficiari avevano progetti pronti che necessitavano solo della spinta finanziaria decisiva -sottolinea Francesco Enrico Gonzo, consigliere provinciale con delega alla Viabilità Sud Ovest– Coprendo quote rilevanti dell’importo complessivo, permettiamo l’apertura di cantieri che migliorano la fluidità del traffico e risolvono nodi viari complessi. È un investimento sul futuro della nostra rete viaria che premia l’intero territorio vicentino.”

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