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Provincia di Brescia: dalla Smart City alla Smart land

News, Sviluppo Economico    18/02/2019

Grazie al progetto promosso dalla Provincia di Brescia, sono 28 i Comuni che hanno aderito alla prima Smart Area italiana che consentirà, anche nei territori dei piccoli comuni, di disporre di una infrastruttura digitale IoT per favorire la crescita delle imprese, i servizi al cittadino, la cura e il monitoraggio dell’ambiente, il dialogo tra amministrazioni e utenti, per sostenere il percorso della trasformazione digitale della pubblica amministrazione.

E’ di questo che si è parlato Lunedì 11 febbraio, nel convegno “Dalla Smart City alla Smart Land: governance, competenze e tecnologie abilitanti per la crescita dei territori”, organizzato da FPA, in collaborazione con A2A Smart City e in cui la Provincia di Brescia è stata invitata a presentare il suo progetto. Lincontro è stato anche un momento di riflessione e di condivisione attorno al tema dell’innovazione nelle pratiche di gestione delle tecnologie nei territori nella prospettiva di un territorio responsive, basato sulle cosiddette “4C”: connessione, competenze, collaborazione e condivisione. Il progetto della Provincia di Brescia rappresenta un modello di governance per superare il gap di innovazione tra aree metropolitane e il territorio circostante, condizione che caratterizza molte aree del nostro Paese.

Durante la mattinata si sono alternate personalità di spicco del settore, provenienti da tutto il territorio nazionale. Per la Provincia di Brescia, sono intervenuti il Presidente Samuele Alghisi e il Dirigente responsabile del progetto, Raffaele Gareri, che hanno illustrato la strategia di sviluppo e le caratteristiche aggregative del progetto, di cui A2A Smart City è partner tecnologico.

da destra: Presidente della Provincia Samuele Alghisi, Assessore di Rudiano Daniela Turra e Dirigente del Settore Innovazione della Provincia di Brescia, Raffaele Gareri

 

Gli strumenti principali adottati per la digital transformation, riguardanti principalmente quattro ambiti – connettività, mobilità, ambiente e sicurezza – sono l’infrastruttura IoT, il servizio WiFi e la videosorveglianza. Il servizio IoT prevede l’installazione di 165 gateway e 4 sensori (ambientale, antintrusione, building comfort e building estensimetro) IoT per

ciascun Ente. Il servizio WiFi fornisce attualmente 700 punti d’accesso ai quali ne saranno aggiunti altri 200 nuovi e 200 in aggiornamento. Inoltre, il servizio di videosorveglianza vedrà la possibilità di presa in carico delle telecamere esistenti, oltre all’implementazione di nuovi dispositivi. Le applicazioni concrete di tali servizi sono molteplici, come il monitoraggio di frane ed esondazioni, il monitoraggio delle perdite idriche, smart parking e il monitoraggio dei vigneti, e agevoleranno una gestione più efficiente, rapida e semplice del territorio. Oltre ai 28 comuni che compongono l’attuale aggregazione, il progetto è aperto anche a quelli che vorranno aderire successivamente. Il caso bresciano è quindi una proposta d’ispirazione per le altre province ed enti italiani, che potranno declinare e adattare le linee guida del progetto, creando un modello ad hoc per il proprio territorio.

 

La trasformazione digitale è un investimento strutturale che genera maggior valore per un territorio, non solo a livello economico, ma anche produttivo, ambientale e sociale. Tuttavia, non si tratta solo di un processo tecnologico, poiché modifica le possibilità di conoscenza di un territorio, il modo di governarlo e di usufruirne. I relatori hanno approfondito la tematica illustrando l’importanza di una governance integrata a livello strutturale, politico e gestionale e di una partnership tra settore pubblico e privato che, attraverso la collaborazione, permetta di importare le competenze necessarie per creare risorse sempre più specializzate. Il concetto di sensible land e city si basa proprio sull’idea della centralità del cittadino. In questa prospettiva, l’Istituzione pubblica deve proporsi come soggetto abilitante e attrattivo, in grado di coinvolgere nella governance il cittadino, in un’ottica di condivisione e, allo stesso tempo, di specializzazione.

 

Nella seconda parte del meeting è stata organizzata una tavola rotonda a cui hanno partecipato diversi Enti, sia comunali che provinciali ed anche rappresentanti di UPI, portando i casi studio relativi ai propri territori. Questo ha dato l’opportunità per un ulteriore confronto e la ricerca collettiva di soluzioni efficaci alle problematiche riscontrate a livello locale. Fine strategico dei soggetti chiamati in causa nella gestione e amministrazione delle comunità locali deve essere quello di collaborare per creare delle infrastrutture abilitanti, che consentano di fornire servizi innovativi che si adattino facilmente alle caratteristiche del singolo territorio in grado di generare la percezione di un reale vantaggio per i cittadini.

 



Redattore: Ufficio stampa Provincia di Brescia
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